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Spendere Meglio
Edizione: 5/2018 ottobre

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


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5/2018 ottobre | pagina 30

Coinquilina morta: pago tutto l’affitto?
«Per anni ho condiviso il mio appartamento con una collega, pagando metà affitto. Ora lei è morta e vorrei trasferirmi al più presto perché non posso permettermi questa sistemazione. Fino al trasloco devo pagare tutto l’affitto?»

No. Metà pigione dev’essere pagata dagli eredi della sua defunta collega. Pertanto può rivalersi su di loro se il proprietario chiede a lei l’intero affitto.

Inoltre, il contratto d’affitto stipulato a nome suo e della sua collega dovrà essere disdetto insieme agli eredi: secondo il contratto di locazione oppure con un preavviso di tre mesi per il successivo termine di disdetta localmente usuale (per esempio nel caso in cui il contratto fosse di più anni) o trovando un subentrante solvibile e ragionevole.


Querela inviata all’ex marito: è corretto?

«Ho querelato il mio ex marito per reati commessi su nostro figlio. La Camera di protezione del canton Ticino ha trasmesso la querela all’Autorità regionale di protezione (Arp), la quale l’ha inviata all’ex marito. Ha agito correttamente?»

No. L’Arp avrebbe dovuto trasmettere solo gli elementi della querela necessari al diritto di difesa del padre sulle misure da adottare nei confronti del figlio, oscurando tutto il resto.

Può quindi procedere per le vie legali contro l’Arp per lesione della personalità.


Parkinson: come si stila la procura?

«Mia madre ha il morbo di Parkinson, che la limita sempre più nella sua quotidianità. Affinché in futuro io possa agire in suo nome, vuole darmi una procura. Non è però più in grado di firmarla di suo pugno. Come possiamo stilarne una valida?»

Una procura è valida anche in forma orale, ma per motivi di prova è indispensabile che sia scritta.

Chi non è più in grado di scrivere può sostituire la propria firma con un segno autenticato ufficialmente, per esempio una croce, o sostituirla tramite l’atto pubblico di un notaio.

Se sua madre dovesse diventare incapace di discernimento, la procura si estinguerebbe. Per questo caso, si consiglia un mandato precauzionale da un notaio.


Piena di debiti: mi pignorano il salario?

«Vivo con il mio compagno e la nostra bambina. Negli ultimi anni ho accumulato parecchi debiti e di recente mi è arrivato un avviso di pignoramento. Io non ho oggetti pignorabili e con il mio lavoro a tempo parziale guadagno molto poco. Devo temere lo stesso un pignoramento del salario?»

Dipende, perché il salario non è sempre pignorabile. L’ufficio esecuzione e fallimenti potrà dedurle dal salario solo la parte che supera il suo minimo esistenziale.

Le coppie di conviventi con figli sono considerate alla stregua di coniugi. Quindi, in caso di pignoramento, si calcola il minimo esistenziale dell’intera famiglia. E se la somma dei redditi lo supera, potrà esserle pignorata una parte del salario. Non verrà invece toccato il salario del suo compagno.

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