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Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 18

Il miele svizzero non ha rivali
I prodotti locali sono i migliori ma i più cari. Tra quelli esteri ce ne sono alcuni che contengono sostanze problematiche

Quasi tutti i mieli di fiori analizzati sono pregiati e ben lavorati. Nei peggiori sono state trovate parti geneticamente modificate o tossine vegetali.

Secondo l'Istituto di ricerca Agroscope, ogni svizzero mangia mediamente 1,2 chili di miele all'anno. Solo un terzo della quantità consumata è però prodotto in Svizzera: il resto proviene dall'Europa Sud Orientale, dall'America e dall'Asia.

Per verificare la qualità dei prodotti venduti in Svizzera, la rivista K-Tipp ha fatto analizzare da un laboratorio specializzato 16 mieli di fiori (quattro svizzeri e dodici esteri). Gli esperti hanno verificato la qualità e la corrispondenza dell'indicazione di provenienza, e cercato residui di pesticidi, tossine vegetali e pollini di piante geneticamente modificate (vedi "I criteri del test").

Uno dei criteri principali per valutare la qualità di un miele è la percentuale di acqua contenuta. Più è alta, più velocemente il miele tenderà a fermentare, formando bollicine e assumendo un odore sgradevole. Per legge, in Svizzera il miele può contenere al massimo il 20% di acqua. In questo criterio ha vinto il primo classificato, il miele svizzero di Volg, con il 15,8%. A eccezione del prodotto bio cristallizzato di Migros, tutti i mieli avevano comunque un tenore d'acqua inferiore al 18%.

Il miele Volg presentava inoltre un'ottima lavorazione, un criterio molto importante per mantenere intatti gli ingredienti sani e pregiati.

In generale, i mieli svizzeri sono tra i migliori del test. Globus e Nectaflor hanno ottenuto un giudizio globale molto buono come Volg, e Apimiel lo ha mancato di un soffio. Con prezzi all'etto che vanno da fr. 2.90 a fr. 4.60, i mieli svizzeri costano però molto di più di quelli esteri.

Coop Naturaplan, proveniente dalla Bulgaria, è molto pregiato, e 100 grammi costano solo fr. 1.39. Anche gli altri mieli dell'Europa Orientale sono economici.

I risultati sono stati meno positivi per i mieli del Sud e centro America. Hanno una percentuale d'acqua relativamente bassa e una buona lavorazione, ma contengono alcune parti geneticamente modificate (vedi riquadro a pagina 19). Hanno subito una detrazione dal punteggio, perché scientificamente non è ancora chiaro quali siano gli influssi a medio e lungo termine degli Ogm sull'uomo e l'ambiente.

Da Migros e Coop troppe tossine vegetali
Sono problematici anche gli alcaloidi pirrolizidinici, tossine prodotte da diverse specie vegetali. Finiscono nel miele quando le api succhiano il nettare e raccolgono il polline da piante che li contengono. Negli esperimenti sugli animali si sono dimostrati essere cancerogeni.

Il laboratorio ha trovato la maggior quantità di queste sostanze nel miele bio cristallizzato di Migros. Se un adulto ne mangia 25 grammi al giorno, la dose di alcaloidi pirrolizidinici supera il valore considerato non rischioso dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Nei prodotti M-Budget di Migros e Qualité & Prix di Coop, con la stessa quantità si supera il valore soglia per i bambini.

Il miele peggiore del test è quello di Denner. Non ha un tenore eccessivo di acqua e presenta una lavorazione soddisfacente, ma contiene parti geneticamente modificate. Inoltre, è troppo dominante la parte di polline di girasoli.

Molti produttori di mieli con Ogm dicono di rispettare i requisiti europei. Secondo Langnese, il miele potrebbe essersi scaldato troppo durante il trasporto o l'immagazzinamento. Il giorno del confezionamento presentava valori migliori.

Denner fa sapere che tutti i mieli in America e Asia contengono solo minime quantità di pollini di piante geneticamente modificate. Si punterebbe comunque a ridurle ulteriormente.

Migros riconduce il tenore di alcaloidi pirrolizidinici a siccità e calore, che avrebbero comportato un aumento della formazione di tali sostanze.


I criteri del test

I 16 mieli sono stati analizzati da un laboratorio specializzato sui seguenti criteri:

- Percentuale di acqua
Il Centro di ricerca apistica di Berna sostiene che il rischio di una fermentazione indesiderata è minimo, se la percentuale di acqua nel miele è inferiore al 17,5%. Secondo la legge svizzera, il miele può contenere al massimo il 20% di acqua. Il tenore stesso dipende anche dal grado di maturazione al momento della raccolta, dalle condizioni di produzione e dalla conservazione del prodotto.

- Lavorazione
Il miele è un prodotto naturale che va lavorato con cura per preservarne i componenti. Dovrebbe essere conservato in un barattolo chiuso e al buio. Il laboratorio ha verificato se i mieli sono stati surriscaldati inutilmente.

- Alcaloidi pirrolizidinici
Secondo l'Istituto tedesco per la valutazione dei rischi, a dosi elevate queste tossine vegetali possono danneggiare i reni. Inoltre, negli esperimenti sugli animali si sono dimostrati essere cancerogeni. Ai valori leggermente elevati è stata applicata una detrazione di mezza nota, a quelli fortemente aumentati di una nota.

- Parti geneticamente modificate
Gli esperti hanno verificato se nei mieli sono contenuti pollini di piante geneticamente modificate.

- Analisi dei pollini
Permette di stabilire la provenienza di un miele, perché lo spettro dei pollini di una determinata regione rimane invariato per anni. Un miele di fiori svizzero può in questo modo essere distinto da uno di provenienza sudamericana. All'interno di una zona geografica più limitata, per esempio l'Europa Sud Orientale, non è però possibile distinguere in modo così preciso se il miele provenga dalla Bulgaria o dalla Romania. In questi paesi, i pollini sono molto simili.

- Analisi degli isotopi
Con questo esame si rileva se al miele è stato aggiunto zucchero. Nessun prodotto analizzato rientrava in questa casistica.

- Pesticidi
I mieli contengono tracce del pesticida glifosato? Questa sostanza è sospettata di essere cancerogena. Inoltre, il laboratorio ha analizzato i mieli alla ricerca di altri 600 pesticidi. In nessun prodotto ne sono state rilevate tracce degne di nota.



Prodotti bio introvabili in Europa

In Europa è pressoché impossible trovare miele biologico. In Centro e Sud America ci sono moltissime piante modificate geneticamente.

Per la produzione del miele biologico, la legge svizzera prescrive che, in un raggio di almeno tre chilometri dalle arnie, ci debbano essere campi coltivati per almeno il 50% secondo i principi dell'agricoltura bio, boschi o piante selvatiche. Il problema è che le api cercano pollini e nettare fino a un raggio di 10 chilometri, e in Europa ci sono pochissime regioni con superfici così ampie coltivate biologicamente. Dunque è quasi impossibile trovare miele puramente bio.

La situazione per gli apicoltori dell'America centrale e meridionale è problematica. Per la grande diffusione di piante geneticamente modificate, è difficile evitare che le api prendano di mira anche queste.

Lo si è rilevato anche nel test: sei dei nove prodotti di queste regioni contenevano tracce di pollini e nettare di piante geneticamente modificate. In Svizzera sono ammesse e non soggette a obbligo di dichiarazione tracce involontarie.

Nel test è stata applicata la detrazione di una nota in caso di presenza di Ogm.

Lukas Bertschi, K-Tipp
Michela Salvi, Scelgo io



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