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Scelgo io
Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 31

Il capo sceglie il medico?
«Soffro di depressione e il mio dottore mi ha messo in malattia. Il datore di lavoro vuole però che mi faccia curare da un altro medico. Devo accettare questa sua richiesta?».

No. Lei è il solo che può decidere da chi farsi curare. Il suo datore di lavoro potrebbe soltanto imporle un esame da un medico di fiducia dell'azienda.

Questo esame può però servire unicamente a chiarire l'inabilità lavorativa e non può influire sulle cure. I costi della visita sono a carico del datore di lavoro.

Se il dipendente rifiuta di sottoporsi a un simile esame, il datore di lavoro non è più obbligato a pagare il salario durante il periodo della malattia.



Complementare: e se non paga più i massaggi?

«Faccio regolarmente dei massaggi. L'assicurazione complementare ha sempre assunto i relativi costi, ma ora non vuole più pagare. Può farlo?».

Eventualmente sì. Nel caso di trattamenti a lungo termine, è possibile che prima o poi le casse malati rifiutino l’assunzione dei costi. Chiederanno una prescrizione medica o un rapporto del terapista che motivino la necessità di continuare la terapia.

Generalmente, le disposizioni dell’assicurazione complementare per la medicina alternativa specificano che le terapie devono essere motivate dal punto di vista economico, medico e dell'utilità.

Chieda al suo medico di giustificare il trattamento alla cassa malati.



Decesso in aprile: la franchigia è intera?

«Ad aprile è mancata mia madre. Poco tempo prima è stata all’ospedale. Ho ricevuto il conteggio della cassa malati: oltre alla partecipazione ai costi di fr. 15.- per ogni giorno di ricovero ospedaliero, ci sono stati fatturati la franchigia intera e il 10% di partecipazione. È corretto questo conteggio?».

Sì. La franchigia è un importo fisso dovuto annualmente da tutti gli adulti per le loro spese di cura. Una volta raggiunto l’importo della franchigia nello specifico anno, su ogni fattura si dovrà continuare a pagare una partecipazione del 10%, al massimo però fr. 700.- annui.

Questa partecipazione ai costi è dovuta interamente anche se l’assicurato non è stato assicurato per l’intero anno di calendario, come nel caso di sua madre.



Inabile al lavoro: se mi licenzio ho le indennità?

«Mi sono fatto male e al momento sono inabile al lavoro. Percepisco le indennità giornaliere
dall’assicurazione infortuni aziendale. Ora vorrei licenziarmi. Al termine del rapporto di lavoro continuerò a ricevere le indennità?».

Sì. Per legge, il diritto alle indennità giornaliere dall’assicurazione infortuni termina solo quando l’assicurato recupera la totale abilità lavorativa, inizia a percepire una rendita o muore.

Una disdetta del rapporto di lavoro non modifica questo diritto, indipendentemente da chi sia stata inoltrata.

Lei continuerà pertanto a ricevere le indennità giornaliere per infortunio fino a quando sarà di nuovo totalmente abile al lavoro o riceverà una rendita.



I farmaci comprati all'estero sono rimborsati?

«Andrò presto in vacanza in Italia. Se dovessi acquistare lì dei farmaci, mi saranno rimborsati dalla cassa malati?».

Dipende. L'assicurazione partecipa ai costi soltanto se i medicamenti sono necessari per curare una malattia durante il soggiorno all'estero.

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