HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
3/2019 giugno | pagina 3

Plastica al bando, ma non troppo
Gli imballaggi migliorano la conservabilità degli alimenti e hanno un ecobilancio positivo

Le confezioni in plastica sono denigrate, ma difendono le merci dal deterioramento. E l’impatto ambientale non è così deleterio. Parola di esperto.

In aprile, la Commissione dell’ambiente del Consiglio degli Stati ha accolto all’unanimità la mozione “Meno rifiuti plastici nelle acque e nei suoli”, con cui si chiede al governo di ridurre l’impiego di imballaggi in plastica e prodotti monouso.

Tutti i grandi distributori promettono di farlo. Nei supermercati tedeschi, Aldi non usa più le confezioni in plastica per i cetroli. Migros fa altrettanto con molti prodotti bio, come le nettarine e l’avocado. Dal 2012, Coop avrebbe risparmiato od ottimizzato ecologicamente 19 mila tonnellate di materiale di confezionamento.

Yves Zwenger di Greenpeace vuole abolire tutte le confezioni monouso in plastica. «Gli unici sistemi sensati sono quelli riutilizzabili», dice.

Rainer Bunge, professore di tecnica ambientale dell’Università professionale di Rapperswil, mette però in guardia da una «demonizzazione generale delle confezioni in plastica». Il suo ateneo ha calcolato le conseguenze per l’ambiente di questo tipo di imballaggio, rilevandone il bilancio ecologico.

La pellicola migliora il bilancio ambientale
Risultato: una sottile pellicola in polietilene migliora l’ecobilancio di un cetriolo, rispetto all’alimento non confezionato, del 5%, quello della carne secca grigionese dell’8% e del formaggio a pasta dura di oltre il 5%. Motivo: la confezione aumenta la conservabilità. La carne secca grigionese sottovuoto si mantiene per 16 giorni invece che 7.

Perché la più lunga conservabilità migliora il bilancio ambientale? Due studi austriaci del 2015 e 2017 hanno verificato quanti alimenti sono ritirati dal mercato dai supermercati. I commercianti buttano il 4,6% di cetrioli confezionati e il 9,4% di quelli che non lo sono. Nel caso della carne secca grigionese, i rifiuti si riducono dal 12% al 3%, nei formaggi a pasta dura dal 5% allo 0,1%.

Secondo Bunge, le pellicole riducono lo spreco alimentare anche nelle economie domestiche private, anche se mancano chiari dati in merito.

Inoltre, la produzione e lo smaltimento delle confezioni plastiche causano molti meno danni all’ambiente che la produzione di alimenti evitata grazie al minor spreco. Esempio: la produzione di un cetriolo da 480 grammi causa gli stessi danni ambientali di un percorso in automobile lungo 4,8 chilometri. La produzione di una pellicola di plastica di un grammo, per il cetriolo corrisponde solo a un percorso in auto di tre metri. Smaltire la pellicola ha un effetto ambientale addirittura leggermente positivo, perché nel sistema svizzero di smaltimento, ben funzionante, le confezioni in plastica finiscono quasi sempre negli inceneritori e non nei corsi d’acqua, nei suoli o nei mari. Bruciando, la plastica fornisce calore ed elettricità, riducendo quindi il fabbisogno da altre fonti.

Si dovrebbe rinunciare a voli e auto
Per Zenger, i grandi distributori potrebbero ridurre gli sprechi alimentari in modo più sostenibile, offrendo frutta e verdura regionale non confezionata. Questa si deteriorerebbe meno facilmente delle merci importate, che fanno lunghi viaggi.

Niels Jungbluth, ingegnere ambientale ed esperto di bilanci energetici dell’azienda Esu-Services, ritiene l’affermazione esagerata: «Un approvvigionamento basato esclusivamente su prodotti regionali non è realistico».

Dato che la metà degli alimenti consumati in Svizzera sarebbe di provenienza estera, è importante avere confezioni adeguate che proteggano gli alimenti dal deterioramento.

Bisognerebbe però evitare confezionamenti inutili, come le arance sbucciate e imballate. Per Jungbluth, la lotta sugli imballaggi è inutile: all’ambiente farebbe meglio se si rinunciasse ai voli aerei, si mangiasse meno carne e si usasse meno l’automobile.

Eric Breitinger, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

Impressum Design by VirtusWeb