HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
3/2019 giugno | pagina 31

Vendita porta a porta: il contratto si disdice?
«La vincita di un concorso mi è stata consegnata a domicilio. Sulla porta di casa mi sono lasciata convincere ad acquistare un materasso. Nel contratto c’è scritto che non è possibile recedere. Questa clausola è valida?»

No. Lei è stata convinta ad acquistare il materasso e il contratto porta a porta può essere disdetto entro 14 giorni. Questo diritto non può essere escluso nemmeno contrattualmente.

Il venditore non l’ha informata per iscritto sulla possibilità di recedere, pertanto il termine dei 14 giorni non è neppure iniziato a decorrere.


Si può recedere dal prestito bancario?

«Mia figlia ha ottenuto un credito bancario, ma non credo che sarà in grado di pagare le rate concordate. Può recedere dal contratto?»

Sì, sempre che lo abbia firmato da poco. Sua figlia ha diritto a recedere dal contratto entro 14 giorni dalla ricezione di una copia.

Se è già troppo tardi, va considerato quanto segue. Prima della stipulazione del contratto, la banca aveva l’obbligo di verificare la solvibilità di sua figlia. La capacità creditizia è data solo quando la persona è in grado di ripagare il credito entro tre anni senza dover usare la parte non pignorabile dei propri redditi e della sostanza.

Si presuppone che la banca abbia rispettato queste disposizioni di legge, anche perché è nel suo proprio interesse. Se la capacità creditizia contenesse infatti piccoli errori, la banca perderebbe il suo diritto agli interessi.

Nel caso di una valutazione della capacità creditizia gravemente lacunosa, il creditore non dovrà restituire l’importo.


Dal legale per gli alimenti: ora chi paga?

«Sono divorziata. Di recente il mio ex marito ha smesso di versarmi gli alimenti. Dopo essermi rivolta a un avvocato, ha ripreso a pagare. Posso pretendere che si assuma le mie spese legali?»
No. Per una tale pretesa mancano le basi legali.

Se il suo ex dovesse smettere ancora di adempiere ai propri obblighi, lei potrebbe intentare una procedura esecutiva contro di lui, compilando semplicemente un formulario dell’ufficio esecuzioni.

Se lui dovesse fare opposizione, potrebbe chiederne il rigetto in tribunale sulla base della sentenza di divorzio. Anche per questo c’è un formulario.

Se il pretore dovesse concedere il rigetto, potrebbe chiedere la prosecuzione dell’esecuzione all’ufficio esecuzioni. Questo pignorerà successivamente l’eventuale patrimonio o il salario del suo ex marito.


Quando ricevo gli assegni familiari?

«Nostra figlia è nata il 30 aprile. Riceviamo gli assegni per i figli già per il mese di aprile?»

Sì. I genitori hanno diritto all’intero assegno già nel mese della nascita dei figli.

Il diritto agli assegni di formazione inizierà però solo da maggio 2035, dunque il mese successivo al compimento dei 16 anni di vostra figlia.

Impressum Design by VirtusWeb