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Spendere Meglio
Edizione: 2/2020 aprile

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


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2/2020 aprile | pagina 30

C’è rumore: l’affitto può essere ridotto?
L’ingresso della nostra casa in affitto è un cantiere e il rumore è diventato insopportabile. Voglio chiedere la riduzione dell’affitto: devo comunicarlo subito al proprietario?»

Sì, gli scriva una lettera raccomandata. Potrà chiedere la variazione dalla data in cui il proprietario verrà a sapere che il rumore la disturba. Non è possibile una riduzione retroattiva.

Se dovesse risponderle negativamente, lei può intentare un’azione presso l’ufficio di conciliazione in materia di locazione e depositare lì l’affitto.


Ricevo l’Ai: sono pignorabili i miei risparmi?

«Da dieci anni percepisco una rendita d’invalidità e le prestazioni complementari. Nel frattempo sono riuscito a risparmiare 8 mila franchi, perché vivo in modo molto spartano. Ho però vecchi debiti fiscali: rischio che i risparmi mi vengano pignorati?»

Sì. Per principio, le rendite Ai e le prestazioni complementari non sono pignorabili. Questo vale però fino a quando i soldi restano su un conto corrente sul quale avvengono i bonifici delle rendite e dal quale si effettuano regolarmente i pagamenti.

Appena lei gira i soldi su un conto risparmio, l’ufficio esecuzioni potrà pignorarli. L’importo dal quale s’intenterà la relativa procedura è stabilito dall’ufficio competente. Se lei non è d’accordo con la decisione, può contestarla con un reclamo.


La mia ragazza può trasferirsi da me?

«La mia ragazza vorrebbe trasferirsi nel mio appartamento di due locali. Lo può fare senza che io debba richiedere l’autorizzazione al proprietario?»

Sì, sempre che sul contratto di locazione non vi siano disposizioni contrarie. Se è menzionato esplicitamente che l’appartamento è affittato a una sola persona, in caso di violazione rischia la disdetta. Due persone, infatti, lo sfruttano di più di una sola.

Il proprietario non può però impedirle le visite, neanche se sono regolari.


La formazione è a carico mio o dell’azienda?

«Il mio datore di lavoro mi ha fatto seguire una formazione. Non vuole però assumersene i costi, perché secondo lui mi porterà dei vantaggi anche in un eventuale altro posto di lavoro. Devo accettarlo?»

No. Se il suo datore di lavoro le impone una formazione continua, deve anche pagarla.

Il tempo impiegato per il corso va considerato tempo di lavoro e pertanto retribuito.


Cassa pensioni: in contanti solo il 50%?

«Fra pochi anni andrò in pensione e vorrei farmi versare il Secondo pilastro in contanti. Il regolamento della mia cassa pensioni permette di prelevare al massimo il 50% degli averi di vecchiaia. Devo accettarlo?»

Sì. Per legge, gli assicurati hanno diritto a percepire in contanti solo un quarto degli averi di vecchiaia. Questo vale solo per la parte obbligatoria e non per quella sovraobbligatoria. Nei loro regolamenti, gli istituti di previdenza possono disporre altrimenti e la maggior parte in effetti lo fa.

Chi vuole prelevare i soldi in contanti deve segnalarlo, a dipendenza della cassa, un paio di anni prima. Le persone coniugate hanno bisogno del consenso del coniuge.

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