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L'Inchiesta
Edizione: 3/2020 maggio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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3/2020 maggio | pagina 25

Ristorante chiuso: ho diritto al salario?
Orario ridotto, abbonamenti, ferie: L'Inchiesta risponde alle vostre domande sul coronavirus

«La mia azienda è chiusa e il datore di lavoro mi ha ordinato di compensare in futuro le ore supplementari accumulate. Devo accettare?»

Sì, perché il suo contratto di lavoro prevede che siano per principio compensate e non pagate.

Data la chiusura aziendale, il periodo della compensazione è ragionevole.

«Lavoro da tre anni nella ristorazione e sono pagata a ore. Ora il ristorante è chiuso: ho diritto al salario?»

Sì, per il periodo di validità del contratto di lavoro. Nella ristorazione vale un preavviso di disdetta di un mese fino al quinto anno di servizio. Nonostante la chiusura, il datore di lavoro è obbligato a pagare il salario medio da lei percepito mensilmente.

Ma non è detto che le darà la disdetta: il lavoro ridotto è possibile anche con salario orario. Riceverà l'80% e non potrà essere licenziata.

«Mesi fa ho comunicato le mie vacanze all'azienda e prenotato un viaggio negli Stati Uniti. Ora l'agenzia viaggi lo ha disdetto. Devo prendere lo stesso le vacanze?»

Sì. Le ferie vanno prese nel periodo concordato. Comunque ne parli con il suo datore di lavoro. Le potrebbe venire incontro facendogliele spostare.

«Posso lavorare da casa anche se il mio capo non lo permette?»

No, ma la questione è controversa e il giudice potrebbe decidere altrimenti.

In generale, la paura di ammalarsi non le dà diritto al lavoro agile (smart working). Se lei è una persona a rischio, per esempio perché soffre di una malattia cronica come il diabete, l'azienda dovrà tenerne conto e permetterle di lavorare da casa.

«Il mio capo mi ha imposto lo smart working. Deve rimborsarmi le spese per telefono e internet?»

Se la decisione le causa spese supplementari rispetto a prima, il datore di lavoro deve rimborsarle. La situazione è diversa se la richiesta viene da lei o se la questione è regolata nel contratto.

«Mio marito ha 70 anni ed è affetto da varie patologie. Ho diritto allo smart working per evitare di portare a casa il virus?»

In teoria no. Il datore di lavoro deve tutelare la salute dei collaboratori, non quella dei famigliari. Tuttavia, vista la situazione estrema, un giudice potrebbe darle ragione. Ne parli con il suo capo. Potrebbe offrirle, per esempio, un periodo di congedo non pagato, le ferie o la compensazione di ore supplementari.

«Ho un abbonamento annuale in una palestra di arti marziali. Ora è chiusa: mi spetta il rimborso della quota parte per gli allenamenti che non ho potuto seguire?»

Sì. La palestra potrebbe proporle di prolungare la validità dell'abbonamento, ma lei non è obbligato ad accettare.

«Ho 68 anni e ho un abbonamento generale delle Ffs. Secondo il Consiglio federale, dovrei evitare di usare i trasporti pubblici. Mi spetta il rimborso dell'abbonamento?»

Può sospendere gratuitamente l'abbonamento al telefono* o sul sito internet delle Ffs, per un massimo di 30 giorni. Dovrebbe ricevere un indennizzo in proporzione.
Chi ha già depositato una volta l'abbonamento non può farlo di nuovo.

«Ho l'abbonamento per la stagione sciistica. Mi spetta il rimborso dalla data in cui gli impianti sono stati chiusi?»

Dipende dalle clausole dell'abbonamento. Se escludono un rimborso in caso di chiusura degli impianti, no. Altrimenti ha diritto al rimborso della quota parte per il periodo della chiusura.

*✆ 0848 44 66 88 (8 centesimi al minuto)

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