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L'Inchiesta
Edizione: 3/2020 maggio

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3/2020 maggio | pagina 6

Allergie in crescita
Colpita dai pollini una persona su cinque. Il caldo e lo smog peggiorano le cose

La metà degli europei presenta una predisposizione a sviluppare un'allergia, scrive la European Academy of Allergy and Clinical Immunology, un'associazione di oltre 50 società nazionali che si occupano di allergie.

Nel mondo più di 500 milioni di persone soffrono di un'infiammazione allergica al naso. In Svizzera 2 milioni. Si tratta di un raffreddore allergico, in genere causato da pollini, detto comunemente "da fieno", i cui sintomi tipici sono naso otturato o che cola, attacchi di starnuti e prurito.

Un paziente su tre si ammala di asma
Durante la stagione dei pollini, molti si sentono indeboliti e sviluppano disturbi simil-influenzali come dolori articolari. Col tempo, un paziente su tre sviluppa un'asma da pollini.

I disturbi sono dovuti in primo luogo ai pollini di alberi e erbe, ma non è solo a causa della natura che il raffreddore da fieno è diventato una malattia popolare del ventesimo secolo.

L'aumento di raffreddori da fieno e altre allergie ai pollini è per così dire fatto in casa. «Oggi è ormai indubbio che il numero degli allergici ai pollini dagli anni '60 nei paesi industrializzati presenta una crescita costante» dice l'ex primario del reparto allergie dell'Ospedale universitario di Zurigo e professore emerito Brunello Wüthrich.

L'inquinamento aggrava il problema
Le sostanze inquinanti presenti nell'aria sono già di per sé molto dannose per la salute: possono causare patologie delle vie respiratorie come bronchiti, raffreddori allergici o asma, e malattie del sistema cardiovascolare.

Se a queste si aggiungono l'aumento delle temperature, «i cambiamenti climatici, l'anidride carbonica, i gas di scarico e l'ozono sono un turbo per gli allergeni» scrive il professore di allergologia dell'Università di medicina di Vienna (Austria) Rudolf Valenta nel suo libro "Anti-Allergie".

Questi fattori si influenzano e rinforzano reciprocamente: secondo Wüthrich il riscaldamento climatico prolunga la stagione dei pollini e ne aumenta la quantità, aumenta inoltre la quantità di erbacce, l'altezza della vegetazione e la diffusione di piante che amano i climi caldi.

Secondo Meteo Svizzera, dal 1969 al 1995 a Basilea il polline di betulla è raddoppiato, quello di graminacee è aumentato di due volte e mezzo e quello di nocciolo è quadruplicato.

Nel 2012 in uno studio su 13 Stati europei l'Università tecnica di Monaco (Germania) ha scoperto che nelle zone urbane la quantità di pollini aumenta in media del 3% all'anno, nelle zone rurali dell'1%.

Col traffico si sta peggio
Non sorprende che l'incidenza dei raffreddori da fieno e la sensibilità ai pollini nelle zone a forte traffico sia molto più marcata che nelle regioni rurali. Lo ha rilevato uno studio a lungo termine sull'inquinamento dell'aria e le malattie polmonari svolto sotto la direzione dell'Istituto svizzero di salute pubblica e tropicale Tph.

L'effetto allergenico dei pollini è accresciuto dagli agenti inquinanti. L'anidride carbonica favorisce la crescita di piante e dunque la produzione di pollini.

Il professore viennese Rudolf Valenta definisce i diossidi di carbonio come «concimanti per piante».

Assieme ai gas a effetto serra di per sé innocui per l'uomo, nell'aria si accumulano sostanze tossiche come ossidi di azoto, polveri fini come particelle di fuliggine dei diesel o di abrasione degli pneumatici e l'ozono, che rinforzano la reazione allergica e peggiorano l'asma.

«L'intensità dei sintomi di persone che soffrono di raffreddore e asma allergici aumenta con l'inquinamento dell'aria» dice Wüthrich.


Anziani a rischio

La crescente aggressività dei pollini colpisce soprattutto gli anziani.

Secondo un'indagine della cassa malati commerciale tedesca, dal 2008 al 2018 le allergie sono aumentate del 27% tra i 45-64enni e del 43% tra i 65-79enni. Dagli ottant'anni in su il numero degli allergici ai pollini è addirittura raddoppiato.

Tra le persone in età avanzata, il cui sistema immunitario è indebolito, un raffreddore da fieno può avere conseguenze gravi.

Michael Soukup, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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