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L'Inchiesta
Edizione: 3/2020 maggio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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3/2020 maggio | pagina 12

Cocktail chimici nei capelli
Trovate sostanze nocive in un terzo dei campioni analizzati

La rivista K-Tipp ha coinvolto i propri lettori per un test sui capelli: complessivamente sono stati raccolti 1'255 campioni. Le analisi permettono di verificare quante sostanze problematiche si sono accumulate nel corpo nei tre mesi precedenti.

In 616 campioni sono state ricercate quelle sostanze che possono avere un influsso negativo sul sistema ormonale, come i pesticidi, i plastificanti quali il bisfenolo A, gli ingredienti di prodotti cosmetici e le sostanze ignifughe di mobili e tessuti. Risultato: in 207, dunque in più di un terzo delle persone partecipanti al test, sono state trovate sette o più sostanze a effetto ormonale, per la maggior parte pesticidi.

I dati dell'analisi dei capelli non possono dare indicazioni inerenti il rischio acuto di problemi di salute, perché a tale scopo devono essere fatte le analisi del sangue o delle urine. I risultati dimostrano però che molte persone sono state esposte per periodi prolungati a questi veleni. Le sostanze attive a livello ormonale sono particolarmente problematiche, perché possono rinforzarsi a vicenda. Lo dimostrano alcuni studi scientifici, come quello dell'Università di Münster (Germania) del 2018. Hanno la capacità di ridurre, per esempio, la fertilità o inibire lo sviluppo del feto.

Gli altri 639 campioni sono stati analizzati alla ricerca di residui metallici quali il piombo o il cadmio e di dodici cosiddette terre rare come itterbio, neodimio, olmio e samario. Questi metalli sono usati negli apparecchi tecnologici (smartphone, schermi piatti, altoparlanti, cuffie, veicoli elettrici eccetera), nelle batterie, nei motori elettrici, nelle lampadine e nei catalizzatori. In 345 persone, gli esperti hanno trovato residui di almeno un metallo pericoloso, in 103 di almeno tre diversi. In 22 campioni c'era un numero particolarmente elevato di residui di terre rare.

Secondo il laboratorio, contaminazioni a lungo termine e croniche con terre rare possono danneggiare i nervi, causare reazioni cutanee e sonnolenza, capogiri o difficoltà di concentrazione.

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