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Edizione: 3/2020 giugno

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3/2020 giugno | pagina 20

Troppi veleni nelle albicocche
Trovati solfiti e pesticidi nella maggior parte dei prodotti. Meno prob lematici mango e mele

Bocciate cinque albicocche secche e le mele M-Classic. Dei 13 prodotti non contaminati, 10 sono di origine biologica.

La frutta secca fornisce energie, vitamine e sostanze minerali. Molti prodotti, però, sono contaminati da pesticidi. Lo dimostra un test svolto su albicocche, mele e mango: 17 campioni su 30 contengono residui di diserbanti, insetticidi e fungicidi.

Le albicocche sono le peggiori: su dieci, cinque sono insufficienti e solo tre molto buone (vedi tabella). Qualité & Prix di Coop e M-Classic di Migros contenevano quattro diverse sostanze chimiche, Seeberger e Denner cinque.

Per quanto riguarda le mele, hanno ottenuto un giudizio molto buono cinque prodotti: Alesto di Lidl, Alnatura, Migros bio, Coop Naturaplan e Öpfelfarm. Bocciato il prodotto M-Classic di Migros.

Il mango è meno contaminato: sono molto buoni i prodotti Migros bio, Coop Naturaplan, Sun Queen (Migros), Seeberger di Spar, Vier Linden di Reformhaus e Delicatessa di Globus. Il peggiore è Migros Sélection, che ha ottenuto la sufficienza.

I cocktail di pesticidi sono nocivi
Sono state applicate detrazioni ai prodotti contenenti residui di quattro sostanze diverse. Motivo: stando a diversi studi, si rinforzerebbero tra loro. Complessivamente, il laboratorio ha trovato residui di 20 diversi pesticidi.

Nelle albicocche Qualité & Prix e M-Classic c'era il fungicida carbendazim, un antimuffa vietato in Europa. Oltre a inquinare laghi e fiumi, può compromettere la fertilità e avere effetti mutageni. Quelle di Seeberger contenevano thiacloprid, un insetticida tossico per le api e sospettato di essere cancerogeno e di avere un effetto ormonale. I produttori possono usarlo fino a febbraio 2021.

La frutta secca biologica è quella meno contaminata: dei 13 prodotti senza residui di pesticidi, 10 erano bio.

Spesso i produttori usano anche con lo zolfo per mantenere vivo il colore e aumentare la conservabilità. Sei albicocche contenevano troppi solfiti e pertanto hanno ottenuto un giudizio insufficiente in questo criterio. Consumandone 50 grammi, si supera il valore limite di 42 milligrammi al giorno consigliato per una persona di 60 chili. A chi è sensibile, i composti dello zolfo possono causare, per esempio, mal di testa, attacchi d'asma e nausea.

Per Denner, nella frutta con nocciolo destano preoccupazione i residui di sei o più pesticidi. L'obiettivo di Migros è evitare possibilmente i pesticidi. Coop dice che il carbendazim non deve esserci nelle albicocche e ha quindi contattato il fornitore.

Anche Aldi, Globus e Öpfelfarm promettono di migliorare i loro prodotti. Seeberger scrive che cinque pesticidi rilevati «non sarebbero ottimali», ma rispetterebbero le direttive. Nella coltivazione convenzionale, i pesticidi non sarebbero del tutto evitabili.


I criteri del test

Un laboratorio tedesco specializzato in prodotti alimentari e agrari ha analizzato 30 prodotti misurando la concentrazione di diverse sostanze pericolose.

La buona notizia è che non sono stati trovati né idrocarburi policiclici cancerogeni (Pak) né valori preoccupanti di metalli pesanti.

I prodotti non sono problematici neanche dal punto di vista microbiologico: non contenevano batteri come e. coli o salmonelle e neppure muffe.

Andreas Schildknecht, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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