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Scelgo io
Edizione: 3/2020 giugno

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3/2020 giugno | pagina 28

Giochi strani all'asilo: che dico a mia figlia?
«All'asilo un bambino si è abbassato i pantaloni e ha detto a mia figlia di toccarlo. Lei si è vergognata e io sono rimasta di stucco. Cosa dovrei dirle?»

La ascolti e resti tranquilla. Le ponga alcune domande: cos'è successo esattamente? Dove eravate? Come ti sei sentita quando è successo?

Le dica chiaramente che non deve partecipare a giochi di questo tipo e che non ha alcuna colpa per l'accaduto. In casi del genere dovrebbe andare via, dire ad alta voce che non vuole fare nulla o rivolgersi alla maestra.

Informi dell'accaduto anche quest'ultima, chiedendole di parlare con i genitori del bambino, il quale deve sapere che cose simili non devono più accadere.

All'età di tre-sei anni è normale giocare al dottore, sempre che il tutto si svolga in modo divertente e in un ambito protetto. Ed entrambi i bambini devono essere d'accordo.


Mio marito non parla: cosa posso fare?

«La famiglia e il lavoro mi impegnano molto e ne parlo spesso con mio marito. Lui invece racconta poco di sé. Come posso portarlo ad aprirsi di più?»

Ritagliatevi del tempo solo per voi, per esempio quando i figli sono a letto. Basta un quarto d'ora al giorno seduti comodamente sul divano o all'aria aperta.

Seguite questo metodo: suo marito racconta per cinque minuti la sua giornata, lei ascolta e riassume in due minuti. Poi scambiatevi i ruoli.

Così facendo, spesso anche uomini molto chiusi tendono ad aprirsi. Hanno la possibilità di parlare e sanno che il tempo è definito.


Aiuto la mia collega picchiata dal partner?

«Da qualche tempo la mia collega di lavoro è apatica e ha spesso degli ematomi. Credo che suo marito la picchi, ma lei nega e si chiude a riccio. Cosa posso fare?»

Le dica che si preoccupa per lei e vorrebbe aiutarla. Prima, però, si informi sulle possibilità di aiuto presenti nella sua regione, come i consultori e le associazioni di aiuto e sostegno per le vittime di violenza domestica o l'ufficio preposto in polizia.

Non demorda se inizialmente non ne vuole parlare. È frequente che le persone nella sua situazione si vergognino di accettare aiuto da terzi.

È importante anche che la sua collega sporga denuncia, perché gli uomini che picchiano sono spesso recidivi. Spesso soffrono di un disturbo della personalità. Si scusano con la vittima, ma poi la picchiano di nuovo.

In genere, senza l'intervento della polizia o del tribunale, la situazione non cambia.


Nonna in fin di vita: come lo spiego?

«Mia madre è molto malata. Mia figlia di quattro anni mi ha chiesto se la nonna morirà e dove andrà. Come dovrei rispondere?»

Sia sincera: dica a sua figlia che la nonna potrebbe morire. Eviti frasi di fantasia come «la nonna parte per un lungo viaggio» o «il Signore la prenderà con sé». Sono poco utili a sua figlia e potrebbero impaurirla. A quattro anni un bambino non è in grado di comprendere che la morte è una cosa definitiva.

Per esprimere i propri sentimenti, sua figlia potrebbe trarre giovamento dal disegnare. Le dica che anche lei è triste perché la nonna sta male, ma che i bei ricordi rimarranno per sempre, anche quando lei non ci sarà più.

Henri Guttmann, psicologo

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