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Edizione: 3/2020 giugno

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3/2020 giugno | pagina 30

Fisioterapia non pagata?
«Ho iniziato a fare fisioterapia due mesi dopo che il medico me l'aveva prescritta. Ora la mia cassa malati non vuole pagare, sostenendo che la prescrizione medica valeva soltanto per cinque settimane. Devo accettarlo?».

Sì. Lei ha aspettato troppo prima di iniziare la terapia. In effetti il primo trattamento deve svolgersi entro cinque settimane.

L'assicurazione di base obbligatoria si assume fino a nove sessioni di fisioterapia prescritte dal medico.


Il capo impone la visita medica: la fattura va a lui?

«Lavoro in una casa per anziani. Di recente ho sofferto di dissenteria e sono stata inabile al lavoro per due giorni. Il mio capo mi ha imposto di fare subito il test diagnostico, ma secondo il mio contratto di lavoro devo presentare un certificato medico solo dal terzo giorno di assenza. Posso far pagare la fattura del medico al datore di lavoro?».

Sì. Stando al contratto, lei non deve recarsi dal medico già il primo giorno di malattia. Pertanto la visita dovrà essere pagata dal suo datore di lavoro.


Per l'infortunio risponde l'assicurazione?

«Lavoro mezza giornata alla settimana. Recentemente mi sono infortunata sul tragitto casa-lavoro. Il mio capo dice che non risponde l'assicurazione infortuni aziendale bensì la cassa malati. Ha ragione?».

No. L'assicurazione della sua azienda paga per lei solo gli infortuni sul posto di lavoro, dato che è assunta per meno di otto ore alla settimana. Chi è impiegato per più ore è invece assicurato anche per gli infortuni nel tempo libero.

Ma nel caso dei dipendenti che lavorano meno di otto ore settimanali, sono considerati infortuni professionali anche quelli che si verificano sul tragitto casa-lavoro. L'assicurazione paga i costi delle cure e, in caso d'inabilità lavorativa, un'indennità giornaliera pari all'80% del salario assicurato.


Pignoramento: contano i debiti con la cassa?

«Ho debiti col fisco e l'Ufficio esecuzioni e fallimenti vuole pignorarmi il salario. Devo dei soldi anche alla cassa malati: questo va tenuto in considerazione nel calcolo del mio minimo esistenziale?».

No. Nel calcolo del minimo esistenziale, l'Ufficio esecuzioni e fallimenti non può considerare i debiti già esistenti nei confronti della cassa malati.

I premi correnti fanno parte del minimo esistenziale, sempre che siano anche effettivamente pagati.


Sono in malattia: non mi spetta più il salario?

«Lavoro da nove mesi in un'azienda senza assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia. Al momento sono malata e in precedenza lo sono stata per tre settimane. Il datore di lavoro non vuole più pagarmi, perché il mio diritto al salario in malattia sarebbe già esaurito. Ha ragione?».

Sì. Se il suo datore di lavoro non ha stipulato per i dipendenti un'assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia, nel primo anno di servizio deve pagare solo per tre settimane.

Il diritto al salario in malattia si calcola con riferimento a un anno di servizio. Significa che diverse assenze durante lo stesso anno si sommano.

Il diritto al salario si prolunga di varie settimane a dipendenza degli anni di servizio e della prassi giuridica cantonale. In Ticino si applica la scala bernese*.

*tiny.cc/salario-malattia
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