HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 3/2020 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
3/2020 giugno | pagina 20

Pesce, grassi pericolosi nelle conserve
In molti prodotti ci sono sostanze nocive. Le sardine sono le peggiori, il tonno è il meno problematico, nessuna acciuga è insufficiente

Quattro conserve di pesce su 30 sono completamente prive di sostanze problematiche. Diverse contengono grassi che potrebbero aumentare il rischio di cancro.

Il pesce sott’olio è molto usato nelle insalate, nei panini, sulle pizze e per preparare le salse. È un prodotto a lunga conservazione e molto nutriente, ma non ha molto in comune con il pesce fresco di cattura. Durante la produzione, infatti, è immerso in oli commestibili molto raffinati che potrebbero contenere sostanze considerate cancerogene dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. E il pesce le assorbe, come dimostra il test di K-Tipp su 30 prodotti. Si riduce la contaminazione se si lascia sgocciolare il prodotto, ma non la si elimina del tutto. Un po’ di olio viene mangiato col pesce.

Bocciati tre sardine e un campione di tonno
Il laboratorio ha analizzato dieci conserve di tonno, dieci di sardine e dieci di acciughe. Soltanto quattro prodotti di Globus e Denner erano privi di grassi pericolosi, mentre i restanti 17 ne contenevano quantità minime. Quattro, tra cui le sardine di Coop, Migros e Spar, sono risultati insufficienti perché ne contenevano troppi. Una persona di 60 chili supererebbe la quantità considerata tollerabile dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dall’Ufficio tedesco per la valutazione dei rischi già mangiandone 100 grammi.

Inoltre, queste sostanze si trovano anche in altri alimenti che contengono oli e grassi vegetali raffinati, come la margarina, il cioccolato e i prodotti industriali da forno.

La Svizzera ha fissato valori massimi per le sostanze grasse pericolose solo per le salse di soia e gli oli vegetali.

Meno pesce nella scatoletta di Globus
Il laboratorio ha analizzato anche il tenore di ammine biogene, sostanze che si formano durante la decomposizione batterica degli amminoacidi nel pesce e possono essere presenti in altri alimenti (vedi riquadro). Una di queste è l’istamina, che ai soggetti sensibili può causare, tra gli altri, eritemi, mal di testa e attacchi di starnuti. La presenza di queste sostanze è stata rilevata più frequentemente nelle acciughe che nelle altre conserve.

Le sardine portoghesi José Gourmet di Globus hanno subito una detrazione perché contenevano quasi il 9% di pesce in meno di quello dichiarato. Anche Globus ritiene «inaccettabile» questo scarto. Il prodotto sarà ritirato fino a quando non vi sarà una spiegazione plausibile da parte del produttore. In tutte le altre conserve, invece, c’era una quantità leggermente superiore di pesce rispetto alla dichiarazione in etichetta.

Lidl fa sapere che le acciughe Nixe sono state sostituite da un altro prodotto. Per Spar, le raccomandazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dell’Ufficio tedesco di valutazione dei rischi sarebbero solo valori di riferimento non vincolanti.

Ammine biogene: alla larga se sei sensibile

- Oltre che nel pesce in conserva, le ammine biogene come l’istamina, la tiramina e la serotonina, possono essere presenti in questi alimenti: pesce non fresco di cattura, tonno, sgombro, aringa, acciughe o pesce affumicato, crauti, spinaci, pomodori, fegato, insaccati, conserve di carne, vino rosso e bianco, birra weizen torbida, estratto di lievito, formaggi maturi, cioccolato, lamponi, avocado, banane, ananas, arance, prugne. Le persone sensibili dovrebbero evitare questi alimenti o mangiarli solo freschi.

- Le ammine biogene sono resistenti al caldo e il loro tenore, stando all’Ufficio tedesco per la valutazione di rischi, non diminuisce con la cottura. Le conserve aperte dovrebbero essere sempre consumate il giorno stesso.


I criteri del test

Un laboratorio tedesco specializzato in prodotti ittici ha analizzato 30 conserve di tonno, sardine e acciughe.

Gli esperti hanno verificato se durante la produzione sono finiti nel pesce, tramite l’olio aggiunto, grassi problematici.

Nessun campione conteneva residui di disinfettanti, mentre in tutti c’era mercurio, ma in quantità che non rappresentano un rischio diretto per la salute. La presenza di questo metallo pesante dimostra però che i mari sono inquinati.

- Grassi pericolosi
Glicidolo, glicidil esteri degli acidi grassi e 3-Mcpd si formano durante la produzione industriale di grassi e oli vegetali a temperature elevate. Negli esperimenti sugli animali, il glicidolo e i 3-Mcpd si sono dimostrati tossici. Il primo è considerato probabilmente cancerogeno per l’essere umano. L’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro ritiene invece meno critici i secondi, considerati possibilmente cancerogeni.

Nel test si è valutato se una persona di 60 chili di peso assume le quantità giornaliere tollerabili mangiando una porzione del pesce in conserva (100 grammi di tonno e sardine o 20 di acciughe).

Soltanto i prodotti che non contenevano sostanze pericolose misurabili hanno ottenuto la nota 6.

- Ammine biogene
Questi prodotti della decomposizione possono causare reazioni d’intolleranza alle persone sensibili. Più il pesce arriva in fabbrica fresco ed è lavorato delicatamente, meno ammine biogene conterrà.

- Peso sgocciolato
Gli esperti hanno confrontato il peso dichiarato sulla confezione e quello reale e verificato se quello sgocciolato è indicato in modo chiaro e visibile.

Andreas Schildknecht, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio



Impressum Design by VirtusWeb