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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

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4/2020 luglio | pagina 32

Meglio viaggiare gratis che pagare i sedili vuoti
Le tariffe dei bus sono troppo rigide. Per alcune corse, il deficit per passeggero è esagerato

In media nella Svizzera italiana oltre i tre quarti dei costi del cosiddetto "traffico regionale viaggiatori" sono pagati dallo Stato. Ma vi sono grosse differenze tra una linea e l'altra. Tra l'8% e il 57% dei costi è coperto dai passeggeri. Il resto con le imposte.

Queste cifre (riportate a pagina 4) si riferiscono alla media annuale. Se fossero disponibili i dati delle corse meno frequentate, al di fuori delle ore di punta, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.

Per rimediare a questo enorme spreco, dovremmo imparare dai biglietti aerei e dalle nuove tariffe elettriche di Bellinzona.

In passato le compagnie aeree praticavano prezzi fissi, in regime di monopolio. Con la concorrenza, sono arrivati i prezzi dinamici, calcolati dal computer in base alla domanda e all'offerta. Più aumenta la richiesta di biglietti, più il prezzo sale. Risultato: gli aeroplani volano pieni.

L’Amb (Azienda multiservizi Bellinzona) ha introdotto la possibilità di scegliere la tariffa elettrica dinamica. Entro mezzogiorno si ricevono sul cellulare gli orari di tariffa ridotta del giorno dopo (calcolati in base a previsioni su domanda, offerta e meteo).

La differenza tra tariffa alta e bassa è di sette centesimi al chilowattora (invece di due con la tariffa tradizionale).

In futuro termopompe, boiler, caricatori per auto elettriche e accumulatori potranno sfruttare automaticamente l’energia meno cara. L'Amb potrà così abbassare i picchi di consumo e ridurre i costi di rete.

Un principio analogo dovrebbe valere per i mezzi pubblici. Se i passeggeri sono pochi, la corsa dev'essere gratis visto che comunque la paghiamo con le imposte.

In base alle previsioni sul numero dei passeggeri, il computer dovrebbe indicare entro mezzogiorno le corse gratis per il giorno dopo. Per risparmiare, chi può eviterà di viaggiare in ora di punta. Inoltre i bus gratis incentiveranno l'uso dei mezzi pubblici.

Oggi se un bus circola quasi vuoto, costa quasi come un bus pieno e genera un incasso minimo. Se si offre la corsa gratis, si perdono dunque pochissimi soldi e si guadagnano nuovi passeggeri che, dopo un po' di tempo, si abitueranno a viaggiare anche sui bus a pagamento.

I sussidi ai mezzi pubblici li paghiamo con le imposte. Non è bello vedere che i nostri soldi vengono sprecati per portare in giro sedili vuoti. Prima o poi, per risparmiare, qualcuno cercherà di sopprimere le corse meno frequentate, penalizzando i pochi utenti.

Se invece vediamo circolare bus pieni, avremo la soddisfazione che il nostro contributo alla collettività è servito a qualcosa di utile.

Matteo Cheda

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