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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

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4/2020 luglio | pagina 2

Annullamento, dite no ai voucher
Molte agenzie offrono un voucher al posto del rimborso per i viaggi annullati. Ma se falliscono, si perde tutto.

A causa del coronavirus, molti viaggi tutto compreso sono stati annullati. Si ha diritto al rimborso del prezzo pagato, senza alcuna deduzione. Molte agenzie viaggi, però, offrono i voucher.

Chi si accontenta del buono rischia di perdere i soldi già versati, perché molte agenzie stanno rischiando il fallimento.
Per legge, gli organizzatori devono garantire che i clienti, con viaggi tutto compreso prenotati, in caso di fallimento ottengano il rimborso dell'intero importo anticipato. La maggior parte delle agenzie viaggio è assicurata in tal senso presso il Fondo di garanzia del ramo viaggio svizzero.

Molti clienti non sanno però che il Fondo paga solo se qualcuno ha diritto al rimborso. Chi possiede un voucher rimane a mani vuote. Lo si legge nei caratteri piccolissimi e lo conferma il suo direttore Stefan Spiess: «I buoni non sono coperti dalla legge sui viaggi tutto compreso».

Consiglio: non accettate i voucher. Chi ne ha già uno può usarlo per prenotare un altro viaggio tutto compreso. In tal modo la copertura del Fondo di garanzia torna a valere.



Migros, bevi il tè ma stai attento

Sulla bottiglia di un nuovo tè freddo, Migros pubblicizza la maggior quantità di caffeina ma poi mette in guardia i consumatori.

Da qualche tempo, Migros vende tè freddo alla melagrana e guaranà. Sul collo della bottiglietta si legge "more caffeine", cioè più caffeina. Inoltre, la scritta Energy è affiancata da simboli quali bicipiti muscolosi, manubri, pallone da rugby, lampadina, fulmine e simbolo dell'atomo. Sul retro della bottiglia, però, si mette in guardia dall'elevato tenore di caffeina. La bibita dev'essere quindi consumata con moderazione.

Perché questo avviso? Per poter applicare la dicitura Energy, la legge prescrive che la bevanda debba contenere almeno 150 milligrammi di caffeina al litro. Contemporaneamente, però, è d'obbligo avvisare dell'elevata quantità di caffeina scrivendo che va consumata con moderazione. Questa corrisponde, per legge, a mezzo litro al giorno.



Meno tutelati dai precetti esecutivi

Con la nuova ordinanza del governo federale si rischia di non essere informati per tempo di una procedura esecutiva.

Il precetto esecutivo deve essere consegnato personalmente dall'ufficiale o dal postino a chi è oggetto di una procedura. Scopo dell'iter è garantire che ne prenda visione per potersi difendere in caso di pretese ingiustificate. Ha dieci giorni di tempo, infatti, per opporsi gratuitamente.

Secondo un'ordinanza Covid-19 del Consiglio federale però, da fine aprile è permesso consegnare precetti esecutivi senza conferma di ricevuta.

Il consulente del debito Mario Roncoroni critica questa norma, perché gli interessati potrebbero prenderne conoscenza in ritardo.

Consiglio: in caso di assenza, dite a una persona di fiducia di ritirare la corrispondenza per voi oppure alla Posta di inoltrarvela. Chi viene a conoscenza del precetto esecutivo tardivamente senza colpa può chiedere all'ufficio competente di cambiare la scadenza.



Carte prepagate: ricariche costose

Le carte di credito prepagate sono pubblicizzate a costo zero. In realtà, quasi ovunque si paga per ricaricarle.

Le banche presentano le loro carte di credito prepagate gratuite come un aiuto per tenere più facilmente sotto controllo il budget, e sarebbe quindi particolarmente adatta ai giovani. Le si caricano con l'importo desiderato via e-banking o allo sportello e le si possono poi usare per pagare merci e servizi come una carta di credito.

Questo mezzo di pagamento non ha però alcun vantaggio. Anzi, causa soltanto costi. Una prova a campione della rivista K-Tipp dimostra che la maggior parte delle banche cantonali, le banche Raiffeisen e Banca Cler fatturano a ogni ricarica al minimo fr. 5.- o l'1% dell'importo. Esempio: se un cliente carica fr. 50.-, sulla carta gliene sono accreditati solo fr. 45.-.

Banca Migros fattura l'1,5% della somma caricata, Credit Suisse l'1%. Quest'ultima, inoltre, fa pagare un supplemento di fr. 10.- per la ricarica allo sportello. Ubs, invece, non fattura nulla.



Burger vegetariani cari e poco proteici

Stando ai produttori, alcuni hamburger vegetariani dovrebbero essere ricchi di proteine. In realtà lo sono meno di altri e sono per giunta più costosi.

Migros vende il nuovo 100% Vegi Burger M-Classic al prezzo di fr. 4.50 per 220 grammi. Sulla confezione c'è scritto che è ricco di proteine. Il burger vegetariano ha un tenore proteico del 25% in rapporto all'intero contenuto energetico. Le aziende possono pubblicizzare in questo modo un prodotto che presenta una percentuale di almeno il 20%.

Anche Bio Jack Fruit Burger di Nu3 e Plant Based Burger di Green Mountain, entrambi venduti da Coop, sarebbero particolarmente ricchi di proteine (25%, rispettivamente 35%).

Ci sono però altri veggie burger che, pur non essendo pubblicizzati come bombe proteiche, contengono molte più proteine e costano anche meno. Come Vegi-Burger Cornatur (Migros) e Vegi-Burger Délicorn (Coop): il loro tasso proteico è rispettivamente del 45% e del 40%. Entrambi costano fr. 4.35 (220 grammi).

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