HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
4/2020 luglio | pagina 6

Msc, etichetta controversa
Il marchio di qualità dovrebbe garantire la pesca sostenibile. Ma scienziati e biologi criticano alcune certificazioni che metterebbero a rischio diverse specie ittiche


Marine Stewardship Council (Msc) è la certificazione ecologica più importante a livello mondiale per il pesce di cattura. L'etichetta è stata fondata nel 1997 dal Wwf e dall'industria dei prodotti alimentari Unilever e oggi i certificatori sono indipendenti.

Negli ultimi anni, il commercio di esemplari etichettati Msc ha registrato un notevole incremento. Secondo il Wwf, quasi un pesce di mare su sei in vendita nei negozi riporta questo marchio.

E aumenta anche il consumo: +60% in Svizzera negli ultimi 25 anni. Si mangiano mediamente nove chili di pesce a testa all'anno, per un totale di circa 75 mila tonnellate.

Il Wwf storce il naso ma ottiene poco
La crescente domanda di pesce ha però conseguenze negative. Ricercatori e biologi marini criticano non solo la facilità con cui sono rilasciate le certificazioni, ma anche i pescherecci Msc che distruggono il fondale marino con reti a strascico. Inoltre, si pescano molti più animali marini di quanti se ne riproducano.
Determinate popolazioni di pesci si starebbero riducendo al punto tale da essere in pericolo.

Tra i critici vi è il biologo marino Rainer Froese del Centro Helmholtz per la ricerca oceanografica di Kiel (Germania). Insieme con gli scienziati dell'Università Christian Albrecht di Kiel e altri esperti internazionali, nel 2016 ha verificato l'affidabilità della certificazione Msc sui pesci del Nordeuropa. Risultato: più di dieci popolazioni subivano una pesca superiore a quanto sarebbe economicamente sensato ed ecologicamente sostenibile. Tra queste il merluzzo bianco, l'asinello, il merlano, la sogliola e la platessa.
«Le regole di Msc non sono cambiate e permettono ancora la pesca eccessiva, l'uso di reti a strascico e la pesca in zone protette» afferma Froese.

Anche il Wwf critica l'operato di Msc. Lo scorso gennaio, ha fatto ricorso contro la prevista certificazione del tonno atlantico pinna blu, sostenendo che il recupero a lungo termine sarebbe a rischio.

Fino ad oggi si è opposto a 17 certificazioni proposte. Tra queste, la pesca sul fondale nel Mare del nord, quella al tonno nel Pacifico tropicale nordorientale e al tonno col palloncino nell'Oceano indiano.
«Purtroppo non siamo riusciti a impedire le certificazioni» dice la responsabile Wwf per i pesci di mare Catherine Vogler. «In sei casi abbiamo trovato degli accordi di miglioramento con imprese di pesce e certificatori».

Nonostante non condivida tutte le certificazioni, il Wwf continua a consigliare l'etichetta Msc.
«Non è un rimedio a tutti i mali, ma rimane il miglior certificato sul mercato per il pesce di cattura».
Per l'organizzazione di protezione ambientale, un terzo delle popolazioni subisce una pesca eccessiva e un terzo della cattura a livello mondiale sarebbe illegale. Il grande problema sarebbe questo, non tanto il 15% della pesca mondiale con certificati Msc.

Anche Migros ritiene che Msc sia la certificazione più severa per la cattura sostenibile.

«Lo standard dev'essere ulteriormente sviluppato e migliorato» sostiene il portavoce Patrick Stöpper. Aldi richiede soprattutto l'autonomia delle agenzie di certificazione. Coop e Lidl dichiarano di ottenere miglioramenti dialogando con i fornitori.



Via libera a gamberetti e merluzzo

Ecco i prodotti ittici che possono essere acquistati senza mettere in pericolo il futuro della loro specie.
Alcuni pesci e frutti di mare di cattura certificati Msc possono essere consumati senza farci sentire in colpa*.

Motivo: varie specie si riproducono in fretta o in grandi quantità, come il merluzzo d'Alaska, le sardine, le acciughe e il pesce spada. Altre hanno popolazioni molto numerose, per esempio il salmone del Pacifico.

Prima di acquistare il tonnetto striato e il tonno pinna gialla, assicuratevi che entrambi non provengano dal Pacifico orientale. La loro cattura con battelli veloci causa danni anche ai delfini.

*acciuga, aragosta, aringa, capasanta, cardiidi, gamberetti, granciporro, merluzzo d'Alaska, nasello, pesce spada, polipo, salmone del Pacifico, sardina, seppia, scorfano, tonno (tonnetto striato), tonno bianco, tonno pinna gialla, vongole.

Max Fischer, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

Impressum Design by VirtusWeb