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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

Nome: L'Inchiesta
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4/2020 luglio | pagina 7

Falsità sugli scaffali
Gli imballaggi non devono trarre in inganno i consumatori. Eppure
spesso è così e le autorità non effettuano i controlli

Sulla confezione da 250 grammi dei tortelloni ai funghi porcini di Rana sono raffigurati otto grandi porcini (fr. 5.95 da Coop). In realtà, di porcini ce ne sono veramente pochi: i tortelloni sono composti per il 53% di un ripieno che contiene solo il 15% di funghi. Nel prodotto finale, la concentrazione di porcini raggiunge appena l'8%.

Purtroppo non è un caso isolato: di prodotti ingannevoli come questo ce ne sono a bizzeffe sugli scaffali dei negozi. Lo dimostra un test a campione svolto presso grandi distributori e rivenditori al dettaglio. Alcuni esempi:

- Tagliatelle al tartufo Sélection (Migros): la confezione mostra diverse fettine di tartufo, ma il prodotto contiene appena l'1,1% di tartufo nero estivo.

- Farmer Soft latte & fragola(Migros): l'immagine ritrae due fragole e mezza, eppure il prodotto contiene l'1,7% di fragole essiccate.

- Bon Chef vermicelli con pollo (Migros): sulla confezione è raffigurato un pollo intero, ma nel pacchetto c'è solo il 2% di grasso e carne di pollo.

- Café Glace di Frisco (Coop e altri rivenditori al dettaglio): contiene soltanto lo 0,7% di estratto di caffè.

- Stoki snack broccoli e crème fraîche di Knorr (Coop e altri): sulla confezione ci sono cinque broccoletti, che però rappresentano solo l'1% del prodotto.

La legge non stabilisce le quantità minime
I commercianti e produttori difendono le confezioni ingannevoli: le immagini servono solo a caratterizzare gli ingredienti, differenziare i prodotti e aiutare i clienti a orientarsi tra gli scaffali.

La legge sulle derrate alimentari permette questo inganno e non stabilisce quantità minime per gli ingredienti pubblicizzati sugli imballaggi. Vanno semplicemente indicati in percentuale (vedi riquadro). Eccezione: per poter pubblicare l'immagine del tartufo, i prodotti devono contenerne almeno l'1%.

Berna e cantoni non prendono posizione
La legge sulle derrate alimentari dice però anche che le confezioni «non devono ingannare i consumatori»*. Ciò nonostante, l'industria alimentare non rischia granché. Per l'Ufficio federale per la sicurezza delle derrate alimentari, la presentazione di Stocki snack con broccoli è «al limite del potenziale d'inganno». Ma fa sapere di non essere competente per la valutazione delle etichette. Il controllo spetterebbe ai cantoni.

Ma anche questi cantoni non vogliono prendere posizione sugli esempi riportati dalla rivista K-Tipp.

«Non valutiamo le indicazioni sulle etichette per terzi o per i mass media, ma solo per l'azienda» afferma il presidente dei chimici cantonali Otmar Deflorin. Rimane altrettanto ignota la frequenza con cui i chimici cantonali contestanto simili confezioni.

«Non teniamo una statistica per questo tipo di contestazioni» commenta Deflorin.


La verità è sulla lista

L'elenco degli ingredienti riportato sulla confezione indica la composizione del prodotto.

Per legge, i singoli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente in base alla loro concentrazione nel prodotto. Significa che quelli che si trovano in alto sono presenti in quantità maggiori rispetto agli altri.

Markus Fehlmann, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

*tiny.cc/LDerr (articolo 18)
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