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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

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4/2020 luglio | pagina 12

Mascherine sì, mascherine no
Malgrado si cominci a tirare un sospiro di sollievo, restano ancora tanti dubbi e il disorientamento cresce. Una delle tante incognite riguarda l'uso o meno della mascherina, da noi in Svizzera fortunatamente ancora delegato alla volontà del singolo.

La marea di fake news e di informazioni contrastanti che ci hanno sommersi in questi ultimi tempi rischiano di farci andare il cervello in pappa. Logica e buonsenso sembrano parole dimenticate. La scienza è divisa, non ci sono certezze e i mass media sembrano fare a gara per confonderci, anche sull’uso delle mascherine.

Sono stati condotti ampi studi randomizzati e controllati (Rct) e revisioni meta-analisi degli studi Rct, che dimostrano che maschere e respiratori non funzionano per prevenire malattie simil-influenzali respiratorie o malattie respiratorie che si ritiene siano trasmesse da goccioline e particelle aerosol. Che sono troppo fini per essere bloccate. Molti terrorizzati da un tam-tam di notizie fuorvianti, si bardano pensando di evitare il contagio. Il consigliere ticinese Gobbi, oltre ad aver di recente ammesso che «non tutte le decisioni sono lineari» in merito alle mascherine, ha dichiarato: «È evidente che se sono da solo su un mezzo pubblico, ha poco senso mettere la mascherina. Fatico a capire le persone che indossano la mascherina quando sono da soli in auto».

In aprile, nella dichiarazione giuntaci da Berna, si diceva che le persone sane non hanno bisogno di indossare mascherine negli spazi pubblici. Il delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica per la malattia Covid-19, Daniel Koch, aveva aggiunto che «occorre essere molto precisi nel loro impiego».

Ci sono medici illustri che mettono in guardia sull'uso sconsiderato di tali accessori, specialmente se indossati dai bambini. È noto infatti che l'essere umano inspira ossigeno ed espira anidride carbonica! Per non parlare di germi, batteri che rimangono in loco (insieme ad eventuali goccioline di coronavirus) e che possono essere trasmessi alle mani. Le mascherine dicono poi gli esperti, andrebbero cambiate ogni tre ore circa. Altro discorso per le mascherine filtranti destinate al personale medico, che dispone delle conoscenze necessarie per il corretto utilizzo.

Da Berna ci sono poi state sconsigliate mascherine di stoffa realizzate artigianalmente. Sono forse più sane quelle sintetiche provenienti dalla Cina? Aggiungo infine che con le torride temperature estive in arrivo, non escluderei dei collassi.

Elena Walder

Rubrica: Nodi al pettine

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