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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

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4/2020 luglio | pagina 13

E-car, una giungla tariffaria
Chi ha un'auto elettrica deve confrontarsi con sistemi complicati e prezzi poco trasparenti. Le migliori applicazioni per ricaricarla

In Svizzera ci sono circa 2'700 stazioni di ricarica per le auto elettriche. L'operazione alle colonnine non è però semplice: bisogna fare i conti con numerosi distributori, complicate adesioni e una vera e propria giungla tariffaria. Lo dimostra una prova sul campo della rivista K-Tipp.

Le e-car si possono caricare da aziende attive a livello nazionale come Evpass, Swisscharge, Move e Easy4 you, ma anche in numerosi garage, hotel, grandi magazzini e aziende elettriche.

Le stazioni sono presenti su grandi parcheggi, nascoste dietro edifici o in autorimesse sotterranee.

Le applicazioni per smartphone elencano le colonnine presenti nelle vicinanze. I risultati, però, non sono sempre completi: quelle dei grandi gestori non indicano la presenza di stazioni concorrenti in cui la ricarica è gratuita. Lo fa invece il sito dell'associazione Lemnet, che promette di fornire informazioni neutrali sull'infrastruttura europea per veicoli elettrici*.

Ma come funziona la ricarica? La procedura può essere avviata via app o avvicinando alla colonnina la carta registrata precedentemente sul sito del gestore. Non sempre, però, app e carte funzionano in tutte le stazioni. Meglio quindi registrarsi presso diversi gestori e scaricare le applicazioni. In un test della rivista K-tipp, quelle facili da configurare e usare sono risultate E-mobility, Mobility+, eCharge del Tcs e Swisscharge.

Attenti a commissioni e supplementi
A una normale pompa di benzina sono indicati i prezzi al litro e durante l'operazione si vede sempre quanto si sta spendendo. La maggior parte delle colonnine di ricarica per auto elettriche, invece, non ha il display su cui appare la quantità di corrente caricata e il costo. Si tratta di una violazione dell'Ordinanza sull'indicazione dei prezzi già denunciata lo scorso anno (vedi L'Inchiesta, settembre 2019).

Inoltre, a dipendenza della ditta, oltre al prezzo al chilowattora (kWh) sono fatturati altri costi, come il supplemento al minuto. E chi carica l'auto dalla concorrenza con un'app paga di più.

Esempi: Evpass gestisce la stazione di ricarica presso il ristorante Sagibeiz di Murg (San Gallo). Con l'app Evpass si pagano 45 centesimi a kWh, con Swisscharge 54, più una commissione di fr. 1.62. Move fattura 35 centesimi a kWh, 3 centesimi al minuto e fr. 1.50 a transazione.

Le colonnine di Move sono presenti nell'area di sosta autostradale Heidiland di Sargans (San Gallo). L'azienda fattura 45 centesimi a kWh, più 5 centesimi al minuto. Chi carica con l'app Plugsurfin paga 70 centesimi a kWh, fr. 2.37 di commissione e circa 12 centesimi per ogni minuto di sosta.

L'unica applicazione che fattura solo il prezzo a kWh è Mobility+ di Energie Baden-Württemberg (Germania), che può essere usata anche in Svizzera. Siccome conteggia in euro, potrebbe però aggiungere un supplemento per valuta estera.


Tesla fa da sé

Il produttore statunitense Tesla mette a disposizione stazioni di ricarica proprie, denominate Tesla-Supercharger. Dovrebbero essere in grado di ricaricare la batteria all'80% in soli 20 minuti.

A dipendenza del modello di auto, la ricarica è gratuita oppure è fatturata tramite il conto cliente registrato da Tesla. Chi possiede un'auto di questa marca può comunque caricarla anche a tutte le altre colonnine.

Darko Cetojevic, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

*lemnet.org e app Lemnet
lemnet.org

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