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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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4/2020 luglio | pagina 30

Difetti della casa: e la garanzia?
Poco meno di cinque anni fa abbiamo acquistato un appartamento di nuova costruzione. Da quando ci siamo trasferiti, però, siamo in lite con il venditore a causa di difetti di costruzione. I nostri diritti di garanzia stanno per andare in prescrizione, perciò abbiamo chiesto con lettera raccomandata che i difetti siano sistemati. Così facendo abbiamo interrotto il termine di prescrizione?»

No. Un semplice scritto non è sufficiente. Per interrompere il termine di prescrizione, dovete far valere i vostri diritti di garanzia presso il tribunale competente entro cinque anni dall’acquisto. A meno che il venditore rinunci provvisoriamente per iscritto all’applicazione del termine di prescrizione o riconosca la pretesa.

Lo può fare esplicitamente per iscritto o tacitamente, per esempio facendo svolgere le relative riparazioni. A quel punto il termine di prescrizione inizierà a decorrere da zero.


Sono vedova: posso restare nella mia casa?

«Mio marito è deceduto e purtroppo non avevamo regolato le nostre questioni ereditarie. Non vorrei essere costretta a lasciare la nostra casa. Alla divisione ereditaria potrò impormi nei confronti dei miei figli?»

Sì, non dovrà trasferirsi. In quanto coniuge, ha diritto all'alloggio in cui ha vissuto con suo marito, nonché a tutta la mobilia domestica.

Su richiesta di un erede, il tribunale potrebbe concederle anche solo un diritto di abitazione, assegnando la casa in proprietà ai figli. È un’alternativa ragionevole se non può pagare ai figli il dovuto.
Le stesse regole valgono per i partner registrati.


La direzione cambia il nome della società?

«Il nome di una società può essere cambiato autonomamente dalla direzione?»

No. In caso di modifica del nome, la società dovrà cambiare anche gli statuti, e per farlo è necessaria una decisione dell’assemblea sociale.

Se gli statuti non prevedono altro, il nuovo nome dovrà essere approvato dalla maggioranza dei membri presenti in assemblea.


Devo rispondere dei debiti del mio partner?

«Vorrei sposarmi, ma il mio compagno è pieno di debiti. La separazione dei beni sarebbe una buona soluzione per non finire a doverne rispondere io?»

No. I coniugi devono rispondere personalmente dei propri debiti. Sono responsabili solidalmente solo per i debiti assunti per i bisogni ordinari della famiglia, come per l’acquisto di generi alimentari o farmaci oppure per i premi di cassa malati.

Lei non potrà dunque essere chiamata a rispondere direttamente per i debiti contratti da suo marito prima del matrimonio.

Potrà però essere coinvolta indirettamente. A causa degli obblighi di assistenza, i coniugi devono supportarsi finanziariamente a vicenda. Se suo marito dovesse essere oggetto di una procedura esecutiva, nel calcolo del suo minimo esistenziale l’Ufficio di esecuzione considererà che vive con lei. Questo riduce il suo minimo esistenziale, intoccabile per esempio in caso di pignoramento del salario.

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