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L'Inchiesta
Edizione: 4/2020 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


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4/2020 luglio | pagina 31

Le posate di mamma spettano a mio fratello?
«Mia mamma è morta. Era vedova e non ha lasciato testamento. Noi figli vorremmo dividerci la mobilia domestica. Mio fratello vuole le posate in argento sostenendo che lei gliele avrebbe promesse. Dobbiamo accettarlo?»

No. Tutti gli eredi hanno gli stessi diritti sugli oggetti del lascito. Questo cambia solo se in via testamentaria o con contratto di successione determinati oggetti sono assegnati a un erede preciso.

Siccome non è il vostro caso dovrete accordarvi tra di voi su chi può avere cosa. Oppure potreste tirare a sorte.


I miei figli devono restituirmi i soldi donati?

«Ho venduto la mia casa di vacanze e vorrei donare 100 mila franchi a ognuno dei miei figli. Devono ridarmi i soldi se in futuro dovessi trovarmi in difficoltà economiche?»

No. Un regalo è un regalo e i suoi figli non devono restituirle il denaro.

Se dovesse avere bisogno dell'aiuto sociale, i suoi figli dovrebbero aiutarla al massimo nell’ambito degli obblighi di sostegno ai parenti. Ma solo se vivono in condizioni particolarmente agiate.

Attenzione: se in futuro dovesse chiedere prestazioni complementari, nel calcolo del suo diritto non sarà considerata solo la sua sostanza in quel momento, bensì anche la parte da lei donata. Questa si riduce ogni anno di 10 mila franchi. Se oggi dona 400 mila franchi e fra dieci anni chiederà prestazioni complementari, saranno considerati come sostanza a suo beneficio ancora 300 mila franchi.

Questo potrebbe far sì che nonostante lei non abbia sostanza, le prestazioni complementari le saranno rifiutate.


Ppp: la votazione va ripetuta se uno se ne va?

«All'inizio di un’assemblea condominiale erano presenti tre condomini su sei. Ci sono state discussioni sul rinnovamento del riscaldamento. Un comproprietario era contrario e ha lasciato la sala prima della votazione. Dobbiamo ripetere la votazione?»

Sì. Affinché si possa deliberare, all'assemblea dev'essere presente o rappresentata almeno la metà dei comproprietari, che dispongano allo stesso tempo della metà di tutte le quote di valore.

Questo non vale solo per l’inizio dell’assemblea, bensì per ogni votazione. Siccome un comproprietario ha abbandonato l’assemblea, al momento della delibera erano presenti due condomini, dunque meno della metà dei comproprietari.

In questi casi va convocata una seconda assemblea, che può svolgersi al più presto dieci giorni dopo la prima. La quota minima dei partecipanti è ridotta e per la delibera è sufficiente che sia presente o rappresentato un terzo dei comproprietari, ma almeno due.

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