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L'Inchiesta
Edizione: 6/2007 novembre

Nome: L'Inchiesta
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6/2007 novembre | pagina 3

Chi muore sulla strada ha diritto alla privacy
Il Consiglio della stampa biasima il Corriere del Ticino: ha pubblicato il nome di una vittima senza l'accordo dei parenti

Ha divulgato il nome di un defunto senza il consenso dei familiari. Secondo il Consiglio svizzero della stampa il Corriere del Ticino ha violato il codice deontologico dei giornalisti.

Anche le vittime degli incidenti stradali hanno diritto alla privacy. Un principio a cui il Corriere del Ticino non si è attenuto, nel dicembre 2006, quando nella pagina del Mendrisiotto ha riferito di un incidente stradale con esito mortale nel canton Vaud.

La vittima, di cui viene citato il nome, è un agente della polizia di Losanna nato e cresciuto nel Mendrisiotto. Il Corriere cita però il nome e i dati biografici del defunto senza l'accordo dei parenti.

Secondo il Consiglio svizzero della stampa, ciò costituisce una violazione del codice deontologico dei giornalisti. Nemmeno la pubblicazione dell'annuncio funebre costituisce una sorta di autorizzazione implicita a rendere pubblico il nome della vittima.

Secondo il Consiglio della stampa, il nome di un defunto può essere menzionato solo se vi è un interesse pubblico o se i parenti sono d'accordo.
www.presserat.ch/23520.htm



Niente nome sul giornale per i criminali di bassa lega

Non spetta al procuratore pubblico decidere se il nome di un imputato possa essere pubblicato sul giornale. Il Corriere del Ticino è stato rimproverato dal Consiglio svizzero della stampa per aver violato il codice deontologico, pubblicando il nome di due ladri.

Nel febbraio 2006, il Corriere pubblica il nome di due italiani accusati di 263 furti processati alle Assise Criminali. Si tratta di persone senza funzioni pubbliche che non rivestono funzioni elevate nella malavita.

Nello stesso numero, due pagine dopo, il quotidiano mantiene invece il riserbo sul nome di un personaggio molto più influente, un imprenditore processato davanti alle Assise Correzionali per ripetuta ricettazione, cattiva gestione e omissione della contabilità.

Un lettore del Corriere protesta. E il Consiglio della stampa gli dà ragione.

La prassi di pubblicare i nomi di chi è processato alle Criminali costituisce una violazione del codice deontologico. Il giornalista non può infatti delegare al procuratore pubblico il compito di tracciare una linea di demarcazione tra i casi in cui il nome dell'accusato può essere pubblicato sui giornali e i casi invece dove il nome non viene pubblicato.

Secondo il Consiglio della stampa, l'indicazione del nome non può essere giustificata unicamente dalla gravità del delitto. Il giornalista deve valutare caso per caso la necessità di pubblicare il nome alla luce delle norme della deontologia professionale, senza riguardo al fatto che l'identità dell'imputato sia stata comunicata ufficialmente o che il processo si svolga davanti alle Assise Criminali o alle Assise Correzionali.
www.presserat.ch/23530.htm



Quando i media possono divulgare il vostro nome

- I mass media non possono divulgare il vostro nome se voi non date il vostro consenso, oppure se non esiste un interesse pubblico preponderante.
- I nomi di ditte, imprenditori, dirigenti d'azienda possono essere pubblicati se l'articolo riguarda la loro offerta di beni e servizi. Ad esempio: si può pubblicare il nome di un farmacista che vende pillole contraffatte o a prezzo esagerato.
- Un articolo su un incidente stradale non può indicare il nome delle persone decedute. Eccezione: se l'interessato ha dato il suo consenso scritto prima di morire, o se i famigliari sono d'accordo, oppure ancora se la vittima è un personaggio pubblico.
- Anche ladri e assassini hanno diritto alla privacy. Eccezione: personaggi di interesse pubblico (come dirigenti d'azienda) accusati di reati connessi al loro ruolo pubblico. La gravità del reato non è rilevante. Ad esempio, si può pubblicare il nome di un dirigente bancario che ruba soldi ai clienti, mentre non si può divulgare il nome di un comune cittadino accusato di omicidio, nemmeno se la polizia lo pubblica sul suo sito internet. Eccezione: se vi è un interesse pubblico predominante.
- Le direttive e le decisioni del Consiglio svizzero della stampa sono pubbliche. Chiunque può inoltrare un reclamo contro un articolo o un'emissione radio-tv anche se non è toccato personalmente. Il reclamo è gratuito.
www.presserat.ch

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