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L'Inchiesta
Edizione: 6/2007 novembre

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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6/2007 novembre | pagina 5

La Posta vende i nuovi indirizzi e fa i soldi in barba alla protezione dei dati
Dal 1° ottobre chi cambia casa deve comunicare alla Posta il suo nuovo indirizzo. I dati rischiano però di essere venduti a terzi.

Dopo un trasloco, pagando fr. 30.- o fr. 15.- alla Posta, si può ottenere un ordine di rispedizione al nuovo indirizzo. Ma attenzione: con la variante più economica si autorizza la Posta a comunicare a terzi i nuovi dati.

Di conseguenza, si riceve pubblicità anche nella nuova casa. Per ogni indirizzo rivenduto, la Posta incassa fr. 2.- e risparmia le spese delle lettere che portano indirizzi sbagliati.

«La Posta lucra in barba al diritto sulla protezione dei dati» critica Thomas Meier dell'associazione per la protezione dei consumatori.

Oliver Flüeler della Posta non ci vede invece alcun problema. «La Posta vende i nuovi indirizzi solo a ditte che avevano già i vecchi recapiti dei clienti».

Se siete stufi della pubblicità nella bucalettere, registratevi sulla lista Robinson dell'Associazione svizzera di marketing diretto (www.dmverband.ch). Potete farlo per posta all'indirizzo Sdv Robinsonliste, Blegistrasse 1, casella postale, 6343 Rotkreuz; per telefono allo 052 721 61 62, o per e-mail: robinsonliste@dmverband.ch.

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