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Spendere Meglio
Edizione: 6/2007 dicembre

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6/2007 dicembre | pagina 6

Navigare meglio - IT-Fitness: un test poco affidabile
Il 4 ottobre 2007, la consigliera federale Doris Leuthard lanciava IT-Fitness, un test online gratuito che dovrebbe valutare e certificare la capacità di utilizzare il computer e i programmi di base. Assieme a lei c’erano i signori Ballmer, Ceo della Microsoft, e Wohlwend, direttore della Educationpool.ch, che aveva ideato il test per la Microsoft Germania, ottenendo il diritto di adattarlo per la Svizzera. Per circa un mese, la variante elvetica è stata offerta soltanto in tedesco. Adesso il sito IT-Fitness.ch ha anche una versione italiana, dove però il test dà sempre un messaggio di errore di codice.

In un’intervista rilasciata a Punkt.ch in occasione del lancio, la signora Leuthard diceva di non aver ancora fatto il test e negava che le domande fossero influenzate dalla Microsoft. Non si può dire quale proporzione del test verte su prodotti Microsoft, perché le domande cambiano ogni tanto, ma è il caso di tutte quelle che riguardano il sistema operativo, la burotica e la posta elettronica. Inoltre, il test non misura la “Microsoft-fitness”, perché le domande vertono soltanto su particolari dei prodotti (ad esempio: “Quale icona indica che c’è nuova posta in Outlook?”), non sulla capacità di utilizzarli.

Tuttavia, il problema più grave sta nella certificazione: il nominativo inserito all’iscrizione viene automaticamente riportato in un certificato dall’aria molto ufficiale, con il logo della Seco (Segreteria di Stato dell’economia). È però possibile inserire qualsiasi nominativo: ho così ottenuto un certificato a nome di Donald Duck (Paperino). Senza nemmeno violare un regolamento perché non c’è regolamento.

Nell’intervista citata, la signora Leuthard diceva che il test IT-Fitness non era costato niente alla Confederazione. Sarà, ma come il Siug (Swiss internet user group) ha scritto alla signora Leuthard, hanno pure un costo le ore sprecate dalle migliaia di persone che hanno svolto il test nella speranza - rafforzata dall’avallo della signora Leuthard e della Seco - di ottenere una “qualifica per il futuro”, e invece si ritrovano con un certificato che vale quanto quello di Paperino.

E avranno pure un costo gli errori indotti da questo certificato nella valutazione dei canditati a un posto di lavoro. A caval donato, un governo ha l’obbligo di guardare in bocca - come imparò troppo tardi quello di Troia.

Claude Almansi
www.noimedia.org

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