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Spendere Meglio
Edizione: 6/2007 dicembre

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6/2007 dicembre | pagina 7

Vini Aoc senza qualità
L’etichetta francese Aoc (Appellation d’origine contrôlée) dovrebbe garantire qualità e autenticità del vino di una determinata regione. In realtà, non dice molto.

Nel 2004 hanno ottenuto l’etichetta il 98% di tutti i vini valutati da giurie Aoc, e nel 2005 l’etichetta è stata assegnata addirittura al 99% dei vini degustati. Lo dimostra un’indagine della rivista Que choisir, dell’Unione federale dei consumatori (Ufc).

Il certificato è, secondo l’Ufc, spesso pura piaggeria. Inoltre, mancherebbero controlli indipendenti. Un’indagine dell’Ufc tra 75 enologi francesi ha poi rilevato che il 40% di questi è dell’opinione che l’etichetta Aoc non garantisca neanche un minimo di qualità.

Secondo gli esperti, in due bottiglie su tre si trovano uve che non provengono neanche dalla regione certificata dall’etichetta.

I grandi distributori in Svizzera contestano le critiche. «La maggior parte dei produttori francesi sono seri», dice Ernst Dällenbach dell’Associazione svizzera di commercio dei vini.

Nel 2006, la Svizzera ha importato dalla Francia poco meno di 40 milioni di litri di vino: il 90% portava l’etichetta Aoc.

Eric Breitinger
Michela Salvi

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