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L'Inchiesta
Edizione: 6/2008 novembre

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6/2008 novembre | pagina 12

Telefoni cellulari: l'incognita dei rischi
Uno studio sul pericolo di tumori causati dalle radiazioni tarda ad essere pubblicato. Gli esperti discordano sulle interpretazioni

Le diatribe tra gli esperti rallentano la pubblicazione di uno studio che dovrebbe definitivamente chiarire se il cellulare aumenti il rischio di tumore. Intanto, studi parzali danno risultati allarmanti.

Da sei anni si aspettano i risultati dello studio internazionale Interphone, il più vasto progetto di ricerca sul cancro a livello mondiale: in 13 paesi sono stati analizzati migliaia di pazienti. La ricerca dovrebbe chiarire, una volta per tutte, se l'uso del telefonino aumenti il rischio di cancro nelle zone della testa e del collo.

L'Agenzia intergovernativa di ricerca sul cancro (Circ) e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno coordinato lo studio, finanziato dall'International union against cancer (Uicc), dalla Gsm association, ossia l'associazione mondiale delle industrie dei telefoni cellulari, e da fondi nazionali per la ricerca.

I lavori sono iniziati nel 2000 e il rilevamento dei dati si è concluso nel 2002. Originariamente, il rapporto conclusivo sarebbe dovuto apparire nel 2004, poi la Circ lo ha promesso per il 2006. Ma anche questa data non è stata rispettata.


Devono accordarsi 50 scienziati

Il progetto era diretto dalla ricercatrice Elisabeth Cardis, che nel frattempo ha però lasciato la sua posizione presso la Circ di Lione.

«Presto» è la sua risposta alle richieste inerenti la data di pubblicazione dei risultati dello studio. L'interpretazione di questi non sarebbe infatti semplice e l'esito finale dev'essere accettato da oltre 50 scienziati, ha spiegato al giornale Le Monde.

Nel frattempo, alcuni paesi hanno pubblicato i propri studi. Ha iniziato la Danimarca, nel 2004. L'argomento era il rischio di formazione di tumore al nervo uditivo dovuto all'uso del telefonino. Si tratta di un tumore benigno che, però, crescendo, può causare pressione su zone cerebrali vicine, diventando così potenzialmente letale.

Il risultato fa accapponare la pelle. Il riassunto Circ dice che, negli utenti regolari del telefonino, i tumori sono mediamente molto più grandi di quelli delle persone che non ne fanno uso. Quelli di chi usa abitualmente il telefonino misuravano in media 1,66 centimetri cubici, mentre quelli delle altre persone solo 1,39.

Riassumendo: secondo lo studio danese, i telefonini non causano tumori al nervo uditivo, ma se un simile tumore è già presente, l'uso del cellulare ne stimola la crescita.

I media hanno però blandito i risultati danesi: le agenzie stampa, e addirittura la rivista specializzata Deutsches Ärtzteblatt, citano tutte le dichiarazioni rassicuranti ma non menzionano gli aspetti critici. Il fatto è che molti media pubblici si basano sul riassunto gratuito, ma incompleto.

In un altro studio parziale, Anna Lahkola, della Commissione finlandese per la tutela dall'esposizione a radiazioni, in collaborazione con colleghi svedesi, danesi e inglesi, ha interrogato 1'500 pazienti affetti da glioma, un tumore maligno che colpisce la massa cerebrale. Nelle persone interrogate che avevano usato un telefonino per oltre dieci anni, il rischio di contrarre un glioma sul lato della testa al quale più spesso tengono l'apparecchio è maggiore del 39%.

La domandona è: perché il risultato finale dello studio da 20 milioni non è ancora a disposizione del grande pubblico? Nonostante tutto, ci sono ben tre miliardi di persone che s'intrattengono regolarmente al telefonino. Solo lo scorso anno, in tutto il mondo è stato venduto oltre un miliardo di cellulari.

Anche la dottoressa Martine Hours si pone la stessa domanda. Hours è responsabile della parte francese dello studio Interphone. «È ora di pubblicare i risultati e rendere trasparenti le diverse interpretazioni», ha detto in un colloquio con il giornale francese L'Express. Il rischio è di essere sospettati di tacere a causa di pressioni esercitate sugli scienziati per i risultati allarmanti.


Gli esperti si fanno la guerra

Il motivo di questi rinvii è che, dietro le quinte, è in corso una guerra tra esperti. I ricercatori devono fidarsi del fatto che tutti i partecipanti allo studio si ricordino con la stessa precisione le loro abitudini d'uso del telefonino negli anni passati.

Alcuni esperti ne dubitano. Un gruppo di scienziati ha analizzato, con la collaborazione di 670 volontari, la precisione con cui questi riuscivano a ricordare le loro abitudini d'uso del telefonino dopo sei mesi. Le differenze rilevate sono state notevoli.

Una chiara tendenza osservata è che gli utenti assidui del telefonino tendono a sopravvalutare il tempo trascorso con l'apparecchio all'orecchio. All'opposto, chi sta meno al telefonino sottovaluta il tempo di utilizzo. Inoltre, i pazienti con tumore cerebrale potrebbero anche autoconvincersi di aver tenuto il telefonino sempre sul lato della testa colpito dalla malattia.

I critici contestano anche che in singoli paesi sarebbe stato difficile trovare partecipanti a sufficienza. Questo perché non ci sono molte persone che usano il telefonino da oltre dieci anni.

Presumibilmente, i ceti sociali deboli sono sottorappresentati perché quelli benestanti partecipano a questo genere di studi in numero maggiore.

Le interpretazioni fra gli esperti differiscono le une dalle altre. «Tra gli scienziati coinvolti ci sono tre fazioni. Una è dell'idea che l'aumento dei casi di tumori legati a un utilizzo intensivo e prolungato del telefonino sia da ricondurre a imprecisioni statistiche», conferma Elisabeth Cardis.

La seconda sostiene che l'uso del cellulare causi invece effetti gravosi. E l'ultima non riesce a sostenere né l'opinione rassicurante né quella allarmante. Siccome gli effetti sarebbero enormi, «i risultati e le conclusioni non possono essere pubblicati con leggerezza».

Werner Fischer, Saldo
Michela Salvi



Consigli - Non chiamate dall'auto

Il telefonino è la fonte di irradiamento elettromagnetico più potente della nostra quotidianità. L'Ufficio federale della sanità pubblica stabilisce quindi che, fino all'uscita di risultati di ricerca affidabili, è comunque consigliabile limitare il più possibile le radiazioni alla testa.
- Quando la ricezione è buona, il telefonino irradia meno. Per questo motivo, telefonate solo quando la ricezione è buona ed evitate di usare il telefonino in locali chiusi, autorimesse sotterranee, ascensori, ecc. Sul telefonino, la qualità della ricezione è indicata a trattini.
- Spegnete il telefonino il più spesso possibile in modo che non contatti continuamente l'antenna trasmittente più vicina a intervalli di pochi minuti.
- Non portate il telefonino acceso addosso. Ci sono, ad esempio, indicazioni scientifiche secondo le quali la qualità degli spermatozoi può peggiorare se l'uomo porta continuamente il telefonino acceso in tasca.
- Non portate il telefonino all'orecchio immediatamente dopo aver digitato il numero, ma aspettare finché abbia stabilito la comunicazione. L'irradiazione è infatti più alta mentre l'apparecchio cerca di stabilire la connessione.
- Non dormite accanto al telefonino acceso. Usate come sveglia solo telefonini che si attivano anche se spenti.
- Non effettuate chiamate dall'interno di veicoli, perché in questi posti il telefonino irradia alla massima potenza. E se non potete evitare di chiamare dall'automobile, allacciate il telefonino a un'antenna esterna ed equipaggiatelo di un sistema vivavoce.
- All'acquisto di un telefonino scegliete un modello con basso valore Tas (Tasso assorbimento specifico). Questo valore indica la parte d'irradiamento che viene assorbita dalla testa telefonando (Watt ogni chilo di massa corporea, W/kg). Il valore Tas (o Sar) è indicato nelle istruzioni d'uso o su internet. I telefonini a basso tasso d'assorbimento hanno un valore Tas inferiore a 0,6 W/kg.
- Più è breve la chiamata, minore è anche l'irradiamento. Se potete, spedite un sms anziché telefonare.
- I portatori di pacemaker non devono in alcun caso portare il telefonino acceso sul corpo, e men che meno nel taschino pettorale. I segnali regolarmente inviati dal telefonino verso la più vicina stazione di base bastano già a disturbare l'apparecchio al cuore.
- I bambini sono particolarmente sensibili perché hanno le ossa più sottili e permeabili alle radiazioni. La Ärtztekammer di Vienna consiglia di non far usare il telefonino ai giovani sotto i 16 anni.



Parla l'esperta

Lo scorso mese di febbraio, la ricercatrice israeliana sul cancro Siegal Sadetzki e il suo gruppo di scienziati Interphone hanno pubblicato uno studio. I risultati a cui giunge sono allarmanti: la ricerca dimostra che chi usa molto il telefonino presenta il 50% di rischio in più di contrarre un tumore alla ghiandola salivare o a quella parotidea, e più precisamente sul lato al quale accostano più spesso il telefonino.

«Direi che i nostri risultati si situano più o meno sulla stessa linea dei precedenti che dimostrano che qui c'è qualcosa che non va». Secondo Sadetzki, la maggior parte delle ricerche sui telefonini continuano a sostenere che la tecnologia sia sicura. Il problema sarebbe però che la maggior parte di questi studi è stata effettuata troppo presto per poter essere di qualche significato. «Ci vogliono almeno dieci, venti o tren'anni per poter vedere un pericolo di cancro», sostiene.

Anche dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki nell'agosto del 1945, i primi studi che rilevavano un legame tra l'incidenza di tumori cerebrali e l'irradiazione atomica sono apparsi solo decenni dopo.

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