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L'Inchiesta
Edizione: 6/2008 novembre

Nome: L'Inchiesta
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6/2008 novembre | pagina 16

Creme che danno nell'occhio
Il senso estetico dei cosmetici si rivela anche nella loro composizione: su 12 prodotti analizzati, ben 4 sono totalmente privi di sostanze pericolose (vedi tabella nella versione cartacea)

Le creme per il contorno occhi si prendono cura di una zona di pelle fine e sensibile. Un test rivela che ci sono prodotti sicuri, privi di sostanze controverse.

Con uno sguardo felino potete ammaliare quel bel ragazzo che vi sta di fronte... Ma una furtiva occhiata nello specchietto del beauty case vi rivela con crudeltà alcune rughette attorno agli occhi. Troppo tardi per tentare di nasconderle con un po' di trucco. Meglio prevenire!

La pelle attorno agli occhi è sottile e sensibile, ed è proprio per questo motivo che tende alla formazione di rughe. Quelle che, nelle persone giovani, sono chiamate rughe d'espressione, più tardi si possono trasformare in zampe di gallina. Per ostacolare questi segni d'invecchiamento, molte donne usano una crema per il contorno occhi.

La rivista per i consumatori Saldo ha fatto analizzare in laboratorio 12 marche diverse di questo cosmetico per scoprire se, oltre all'effetto antirughe, non si corra il rischio di spalmarsi sulla pelle anche sostanze pericolose.

Cadeavera, Zoé Revital, Avène e Weleda sono le uniche quattro creme analizzate a poter essere usate in tutta tranquillità: hanno ottenuto un giudizio globale molto buono e dimostrano che la buona qualità non deve necessariamente costar caro.
Dieci millilitri di Cadeavera e Zoé Revital costano fr. 5.27, rispettivamente fr. 9.-. A confronto, la stessa quantità della crema più costosa del test, Dior Capture, che costa ben fr. 47.93, ha ottenuto un giudizio globale buono.

Risultati rassicuranti nel criterio delle sostanze profumanti: nessuna delle creme analizzate ne contiene grandi quantità.


Profumi in etichetta

Dal 2007, i produttori devono dichiarare sulla confezione 26 profumi potenzialmente allergenici. Questi profumi sono suddivisi in quattro categorie (da A a D) a dipendenza del loro potenziale allergenico più o meno grande. Le sostanze delle categorie A e B sono considerate pericolose. Nel test, il laboratorio non ne ha rilevata alcuna.

Tuttavia, Ombia e Dior Capture contengono profumi delle categorie C e D, dal potenziale allergenico solo leggero. Per questo motivo non hanno causato nessuna detrazione di punti.

Nei prodotti cosmetici, la formaldeide è usata come conservante. Di solito, i produttori usano composti che rilasciano questa sostanza. Si tratta di elementi che contengono formaldeide in forma legata, in grado di rilasciarla gradualmente.

Il corpo assume la formaldeide attraverso la pelle e le vie respiratorie. Questa pericolosa sostanza aggredisce le vie respiratorie superiori, causa infiammazioni ed è considerata potenzialmente cancerogena se aspirata. Per di più, è fortemente allergenica.

Due creme sottoposte al test contengono formaldeide: nel prodotto Garnier Ultralift, il laboratorio ne ha trovati 173 milligrammi al chilo (mg/kg) e in Nivea Visage addirittura 540.

«Le sostanze conservanti proteggono i prodotti dalla contaminazione di germi, e così servono alla protezione della salute dei consumatori», afferma Danielle Bryner, portavoce di L'Oréal, confermando l'uso di composti che rilasciano formaldeide.

Beiersdorf, produttrice della crema Nivea, rinuncia invece a commentare i risultati del test.

Oltre alla formaldeide, le creme possono contenere composti policiclici di muschio, sostanze che si accumulano nel corpo umano e sono difficilmente biodegradabili. Vi sono indicazioni sul fatto che questi composti chimici abbiano un leggero effetto sul patrimonio genetico e possano influenzare l'ormone sessuale estrogeno.

Questi profumi sintetici sono stati rilevati unicamente nella crema di Jana I am, in una concentrazione di 225 mg/kg. Urs Peter Näf, portavoce di Migros, conferma che la sostanza è contenuta nella miscela di profumi della crema e sostiene che le indicazioni inerenti i danni al patrimonio genetico e altri rischi non sono dimostrate.

Sono le sostanze grasse che si prendono cura della pelle. Le creme troppo "paffute" non sono però adatte alle donne che si truccano perché fard e ombretto faticano a fissarsi. Le creme grasse non sono dunque ideali.

Per rendere più unti i loro prodotti, alcuni fabbricanti usano paraffine minerali. Si tratta di sostanze economiche a base di oli minerali. Le paraffine liquide si accumulano nel corpo e per questo motivo bisognerebbe, se possibile, evitarne l'uso. Per il test, il laboratorio ha misurato la percentuale di paraffine rispetto al tenore grasso delle creme. Se superava il 10% e si trattava prevalentemente di paraffine liquide, Saldo ha detratto un punto ai prodotti.

Cinque creme contengono le paraffine indesiderate. Si tratta di Ombia, L'Oréal, Clinique, The Body Shop e Dior. Weleda e Migros dimostrano che se ne potrebbe invece fare tranquillamente a meno. «Nelle nostre creme per il contorno occhi rinunciamo volutamente alle paraffine e utilizziamo sostanze di origine vegetale», dichiara il portavoce di Migros.


Troppe paraffine rovinano la pelle

Le paraffine minerali coprono la pelle impedendo la traspirazione della sua umidità naturale. Questo la fa gonfiare facendola apparire più liscia. L'effetto non dovrebbe però essere esagerato, altrimenti la pelle tenderà a seccarsi. Per questo motivo, i produttori usano solo raramente paraffine nelle loro creme.

Di solito, i grassi sono un miscuglio di diverse sostanze con vari effetti. Alcuni produttori, come Migros e Weleda, usano solamente sostanze di origine vegetale. Queste hanno il vantaggio di essere più adatte alle proprietà peculiari della pelle.

Un consiglio: le creme per il contorno occhi non dovrebbero essere applicate spalmando, bensì semplicemente tamponando delicatamente. Questo permette una penetrazione più profonda proteggendo inoltre il bulbo oculare. Inoltre, non restano tracce di sfregamento sulla sottile pelle attorno agli occhi.

Jeannette Büchel, Saldo
Michela Salvi



I criteri del test

Il laboratorio ha esaminato le 12 creme per gli occhi alla ricerca delle seguenti sostanze:

- Profumi ad alto potenziale allergenico
Dal 2007, i produttori di cosmetici sono obbligati a dichiarare sulle confezioni 26 profumi potenzialmente allergenici, elencandoli singolarmente se superano un tenore di 10 milligrammi al chilo (mg/kg) e rimangono sulla pelle. Queste sostanze profumanti sono suddivise in quattro categorie in base al loro potenziale allergenico. Le più pericolose fanno parte delle classi A e B; le altre delle classi C e D.

- Formaldeide
Può essere assunta attraverso la pelle e le vie respiratorie ed è cancerogena se viene inspirata. Oltretutto, è un potente allergenico. Ciò nonostante, nei cosmetici la formaldeide è ammessa fino a una concentrazione dello 0,2% (2'000 mg/kg).

- Composti policiclici di muschio
Queste sostanze si accumulano nel corpo umano e nell'ambiente, e sono difficilmente biodegradabili. La legge non prevede limiti massimi per questi composti chimici.

- Paraffine
Sono derivate dal petrolio e considerate materie prime economiche. Le paraffine minerali liquide rimangono nel corpo e nel latte materno, dove sono considerate i maggiori contaminatori. I loro effetti sono ancora poco chiari. Tuttavia, ricerche su animali hanno dato indicazioni di possibili danni cellulari. La legge impone quantità massime per le paraffine negli alimentari, non però nei cosmetici.



Più apparenza che sostanza

Quasi tutte le confezioni di creme per il contorno occhi testate contengono 15 millilitri di crema (Weleda è l'unica che ne ha solo 10).

Tuttavia, gli imballaggi hanno dimensioni molto diverse tra loro: alcuni possono anche far pensare a un contenuto di crema ben maggiore di quello effettivo.

Diversi produttori non esitano ad ingannare le consumatrici con confezioni sovradimensionate.

Quattro prodotti tra quelli testati hanno confezioni ingannevoli:
- Avène Ysthéal+
- Dior Capture
- Garnier Ultralift
- Cadeavera.

Sono considerate tali le confezioni che ingannano sulla quantità di prodotto contenuta. Ad esempio, quando la scatoletta in cartone è così grande da essere vuota per più di un terzo, o quando il volume del vasetto o del tubetto è tre volte superiore a quello del loro contenuto.

Nei casi di Avène e Dior è proprio quel che accade: i vasetti, in confronto al loro contenuto, sono troppo grandi. Le creme di Garnier e Cadeavera sono invece imballate in scatolette esageratamente abbondanti.

Danielle Bryner di L'Oréal giustifica l'enorme confezione di Garnier sostenendo che è dovuta alle indicazioni di composizione e applicazione in due lingue. Sulla scatola è comunque rappresentata l'immagine del tubetto nelle sue reali dimensioni.

Beatrix Jungen di Müller Handels dichiara che, al rilancio della crema occhi Cadeavera, si farà più attenzione alla dimensione dell'imballaggio.

Altri produttori si dimostrano più favorevoli al cliente. The Body Shop, ad esempio, riesce a mettere i suoi 15 ml di crema occhi in una confezione piccola. Altre sono provviste di un'apertura che permette di vedere la dimensione del tubetto al loro interno.

Pensate che, in Germania, per i prodotti di lusso e quelli d'uso quotidiano vigono metri diversi. Un tribunale di Monaco ha stabilito che "nei cosmetici di lusso i consumatori devono prendere in considerazione una notevole differenza tra confezione e confezione e contenuto".

In altre parole, le donne che acquistano una crema per il contorno occhi costosa, come ad esempio quella di Dior, per 15 ml pagano oltre fr. 70.-. E come ringraziamento hanno il diritto di essere ingannate dal volume della confezione.

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