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Edizione: 6/2008 novembre

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6/2008 novembre | pagina 16

Se mi inscatoli ti uccido
Su 12 tonni in lattina testati, 4 sono molto buoni. Alcuni prodotti contengono pesce non fresco, in altri ci sono sostanze nocive

Il tonno in scatola contiene sostanze dannose. In un test, 3 prodotti su 12 sono appena sufficienti. Solo 4 possono essere mangiati con tranquillità. Ma sempre senza esagerare (vedi tabella nella versione cartacea).

I tonni sono grandi pesci predatori... finché non vengono inscatolati. Mangiando, questi abitanti del mare ingeriscono anche le sostanze dannose presenti nell'acqua e che si accumulano nelle loro carni. È così che metalli pesanti altamente tossici, come cadmio e mercurio, finiscono nei nostri piatti e nel nostro organismo.

Questo è uno dei motivi per cui l'Istituto nazionale tedesco per la valutazione dei rischi sconsiglia di mangiare molto tonno. In particolare alle donne incinte, che allattano, e ai bambini piccoli.

La rivista per i consumatori K-Tipp ha voluto scoprire quanto il tonno in scatola sia inquinato con il mercurio. Per questo ha fatto analizzare dall'Associazione berlinese per la ricerca alimentare 12 dei prodotti più venduti. Il laboratorio era incaricato di rilevare anche le quantità di cadmio, cadaverina e composti di stagno.


Quantità minime di composti di stagno

Prima la buona notizia: i composti di stagno sono stati rilevati in quantità minime. Si tratta di sostanze contenute in vecchie vernici navali, che si continuano a trovare nei pesci.

Le notizie meno buone concernono le quantità rilevate di metilmercurio, anche se tutti i prodotti rispettano le prescrizioni svizzere.

Per la valutazione del contenuto di questa sostanza, K-Tipp si è basato sulle prescrizioni del National research council americano, più severe di quelle europee: una persona di 60 chili non dovrebbe consumare più di 42 microgrammi di metilmercurio a settimana.

Fancy A e Ortiz si avvicinano a questo limite. Non bisognerebbe perciò consumare più di una scatola di questi tonni a settimana, soprattutto se si mangiano anche altri piatti a base dello stesso pesce.

Nelle loro prese di posizione, Globus e Migros rimandano alla legge svizzera.


Sostanze che dicono se il tonno è fresco

Tutti i campioni analizzati contenevano cadmio, ma in quantità molto inferiori al limite svizzero previsto.

Per quel che concerne la freschezza, non tutti sono ineccepibili. Il laboratorio ha trovato alti valori di cadaverina, un prodotto di degradazione delle proteine. Si forma nel tonno morto e ne rivela il grado di freschezza.

Lo stesso per l'istamina: un alto contenuto rivela che il pesce è guasto. Il laboratorio non ne ha però quasi trovata.

Nei prodotti Albo (Migros) e Fontaine, la quantità di cadaverina era eccessiva. Il tonno non era dunque già più fresco quando è stato inscatolato.

Migros si mostra preoccupata per questo risultato, ma sottolinea che il valore misurato «non può essere considerato indicativo di materia prima guasta».

La ditta Fontaine, il cui tonno conteneva più cadaverina di tutti, non ha preso posizione. Dice solo che si dovrebbe prima informare su come interpretare i risultati, e ciò richiederebbe tempo.

Beat Camenzind, K-Tipp
Michela Salvi



I criteri del test

Il laboratorio ha analizzato le 12 scatolette di tonno alla ricerca delle seguenti sostanze:
- Cadaverina
Sulla base del tenore di cadaverina si può scoprire la freschezza del pesce al momento dell'inscatolamento. La sostanza indica una conservazione poco accurata.
- Cadmio
Il velenoso metallo pesante è immesso nella natura dalle industrie. L'uomo lo assume prevalentemente tramite l'alimentazione.

Il cadmio può danneggiare reni e fegato, e provocare il cancro. Il valore limite prescritto per questa sostanza nel tonno, in Svizzera, è di 0,1 milligrammi al chilo.
- Mercurio
Mangiando tonno si assume anche metilmercurio. Questa sostanza può danneggiare il sistema nervoso centrale. Il metilmercurio è particolarmente pericoloso per gli embrioni e i bambini piccoli.

Alte contaminazioni possono causare paralisi, cecità, sordità o ritardi dello sviluppo.
- Dibutil- e tributilstagno Sono composti di stagno che raggiungono il mare soprattutto dalle vernici navali. Nell’uomo danneggiano gli organi e il sistema immunitario.

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