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Edizione: 6/2008 dicembre

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6/2008 dicembre | pagina 16

Insalata cerca partner per ballare la salsa
Una degustazione di condimenti liquidi già pronti lascia l’amaro in bocca

Le salse già pronte per insalata possono avere un sapore molto diverso l’una dall’altra. Lo rivela una degustazione. Ma anche tra i prezzi c’è un grande divario. Il prodotto più caro, inoltre, è tra gli ultimi in classifica.

Agitare, aprire e versare: le salse preconfezionate per l’insalata sono pratiche e fanno parte dei prodotti pronti più comuni in molte case.

Le più vendute sono quelle che fino all’apertura possono essere conservate a temperatura ambiente: secondo l’istituto di ricerche di mercato Ac Nielsen, la loro quota di mercato è del 60%.


Salgono le vendite delle salse refrigerate

Tuttavia, il consumo di salse da conservare sempre in frigo sta rapidamente aumentando. Nel 2007, le loro cifre di vendita sono aumentate del 10%. Questi condimenti liquidi si conservano meno a lungo, ma, secondo i produttori, il loro sapore sarebbe più simile a quello di una salsa fatta in casa.

Queste salse, tra l’altro anche più costose, sono davvero migliori delle tradizionali? Per rispondere al quesito, la rivista per i consumatori K-Tipp ne ha inviate 15 tra le più vendute alla scuola alberghiera Belvoirpark di Zurigo per una degustazione alla cieca.

Il gruppo di esaminatori ha provato le diverse salse francesi, 7 da tenere in frigo e 8 non refrigerate, attribuendo note secondo una scala da 1 a 6. Le due salse più economiche costano fr. 2.45 al litro e sono a metà classifica, mentre la più cara costa ben fr. 17.60 ed è penultima (vedi tabella nella versione cartacea). I criteri del test sono stati: aspetto, odore e sapore.


Nessuna salsa è piaciuta veramente

Il deludente risultato è questo: nessun prodotto è riuscito ad entusiasmare gli assaggiatori. La migliore salsa ha ottenuto, per il rotto della cuffia, un giudizio globale appena buono.

Quattro delle sette salse refrigerate, nonché tra le più care, sono piaciute di più. Dei 15 prodotti testati, ben 6 hanno fallito la prova. Tra questi, anche la “french dressing” di gran lunga più cara delle altre testate.

Il risultato migliore è stato dato alla salsa Frifrench dell’omonima ditta di Stein (Appenzello Esterno). La salsa, piuttosto costosa (fr. 9.50 al litro), che secondo i produttori non contiene conservanti né coloranti, è piaciuta soprattutto per la sua consistenza e il sapore equilibrato di aglio, cipolle ed erbette.

Seconda in classifica l’altrettanto costosa salsa per insalate di Manor. Alcuni degustatori ne hanno però criticato il sapore di “salsiccia”, che ricorderebbe molto una macelleria.

Al terzo posto, un prodotto dal buon rapporto qualità-prezzo: la marca interna di Denner. Questa salsa costa meno della metà delle due piazzate ai primi posti.

Costano poco ma non sono male

La degustazione ha dimostrato una volta di più che i prodotti convenienti non sono anche scadenti: Aeschbach e Prix Garantie French Dressing hanno se non altro ottenuto almeno le stesse note del prodotto della linea Betty Bossi, che costa il doppio.

La salsa Anna’s Best ha mancato di poco un giudizio globale sufficiente. «Chimica, gommosa, non commestibile», sono stati alcuni dei giudizi dati dagli esperti.

Poco entusiasmo anche per la «troppo densa» salsa di Knorr. Il produttore Unilever si spiega questo cattivo risultato solo con la percezione individuale degli esaminatori. La salsa criticata sarebbe infatti proprio la più venduta.

Al penultimo posto si è piazzata la salsa “fatta in casa” di Globus. «Troppo pesante, troppa maionese, indefinibile», è stato il giudizio senza via di scampo degli esperti.

Nessuna pietà nemmeno per la salsa ipocalorica e povera in grassi di Migros: «ha odore di cibo per cani», dice una degustatrice. Il grande distributore si dice sorpreso di questi risultati. I tre prodotti esaminati sarebbero molto apprezzati e si venderebbero benissimo. Aldi e Globus non hanno commentato i risultati.

Susanne Rufer, K-Tipp
Michela Salvi



La ricetta - Salsa francese per insalata

Ingredienti:
- 1⁄2 cucchiaino da caffè di senape di Digione;
- 1 cucchiaio da minestra di aceto di vino;
- 3 cucchiai da minestra di olio d’oliva, di girasole o di colza;
- sale;
- pepe;
- uno spicchio d’aglio;
- uno scalogno;
- qualche fogliolina di prezzemolo;
- erbette come dragoncello, erba cipollina, ecc.

Preparazione:
Mettete la senape in una ciotola, aggiungete l’aceto e mescolate. Aggiungete un po’ alla volta l’olio, continuando a mescolare. Salate e pepate. Aggiungete l’aglio schiacciato, lo scalogno e il prezzemolo tritati finissimi (ed eventualmente le altre erbette). Se la consistenza dovesse essere troppo densa, aggiungete un po’ d’acqua. Per avere l’emulsione ideale, potete mettere gli ingredienti in un barattolo e agitare bene il tutto, oppure frullare tutti gli ingredienti insieme con un mixer a immersione.

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