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Edizione: 6/2009 novembre

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6/2009 novembre | pagina 24

Attenti agli aumenti di prezzo sugli apparecchi acustici
Dal 2010 libero mercato e meno sussidi. Ecco come difendersi

Dal 2010, Avs e Ai taglieranno i sussidi agli apparecchi acustici mentre i prezzi saranno liberalizzati. Scelgo io spiega come evitare di pagare troppo.

Per anni, le assicurazioni sociali hanno pagato troppo per gli apparecchi acustici. Finora, le spese per gli apparecchi e i servizi dei professionisti acustici ammontavano a 100 milioni di franchi all'anno. Una prassi criticata sia da Mister Prezzi che dal Controllo federale delle finanze.

Lo scorso mese di giugno, i fabbricanti hanno raggiunto un accordo con Ai e Avs: a partire dal 2010, le assicurazioni sociali pagheranno il 40% in meno per gli apparecchi acustici e potranno così, secondo proprie indicazioni, risparmiare ben 17 milioni di franchi l'anno.

Ci sono apparecchi acustici i cui costi sono assunti completamente dall'Ai e al 75% dall'Avs. Per gli altri, le persone audiolese devono partecipare di tasca propria in misura maggiore.

Ed è proprio su questi che l'industria potrebbe essere tentata di aumentare i prezzi a partire dall'anno prossimo. Infatti, ben il 40% degli utilizzatori sceglie un modello che deve pagare in parte di tasca propria.

Un esempio: oggi, un audioleso con due apparecchi dal costo complessivo di fr. 7'817.- paga una partecipazione di fr. 3'752.- di tasca propria. L'Ai paga i rimanenti fr. 4'065.-.

Da gennaio questa somma scenderà a fr. 3'355.- Una riduzione del 17%. In compenso il prezzo finale sarà libero. Non è quindi possibile dire quanto pagherà in più l'assicurato di tasca propria. I prezzi potranno variare da un venditore all'altro.

Sarà possibile confrontare
«Questo permette al venditore di stabilire i prezzi liberamente, di conseguenza i clienti possono confrontare gli apparecchi», spiega Dominik Feusi, portavoce dell'Associazione svizzera degli apparecchi acustici.

Consigli

- Un apparecchio pagato dall'assicurazione non deve per forza essere peggiore di un altro. Spesso, all'inizio gli apparecchi nuovi devono comunque essere parzialmente pagati dal cliente. Dopo un anno il loro prezzo scende perché arrivano sul mercato quelli nuovi. Dedotto il sussidio, il cliente non paga più nulla. Il venditore è tenuto ad offrire almeno un apparecchio "gratuito", ovvero interamente pagato dall'assicurazione.

- Se scegliete un apparecchio a parziale pagamento chiedete offerte a diversi venditori.

- Già oggi alcuni negozi concedono autonomamente uno sconto sui prezzi indicativi. Altri ancora offrono uno sconto se richiesto esplicitamente, come ad esempio Amplifon.


Milioni sprecati in batterie
La corrente per gli apparecchi acustici è fornita da batterie speciali che costano di più di quelle convenzionali. Ad ogni portatore di apparecchio acustico, l'Ai paga un contributo forfettario per le batterie di fr. 90.- all'anno per orecchio.

A dipendenza dell'utilizzo, ciò corrisponde a un prezzo tra 2 e 3 franchi a batteria. Un confronto effettuato dalla rivista K-Tipp dimostra però che in commercio ci sono batterie che costano anche solo fr. 1.50. Malgrado ciò, gli esperti in acustica chiedono fino a fr. 3.50.

Secondo Pro Audito, l'organizzazione per persone con problemi d'udito, in Svizzera sono in uso ben 500 mila apparecchi acustici. Con prezzi per le batterie più realistici si potrebbero dunque risparmiare milioni di franchi.

Se n'è accorta anche l'Ai, come spiega il suo portavoce Harald Sohns. «Stiamo mirando a una riduzione del forfait per le batterie». Sul quando, però, l'Ai tace.

Sabine Knosala, K-Tipp
Michela Salvi

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