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L'Inchiesta
Edizione: 6/2010 novembre

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6/2010 novembre | pagina 4

Veleni: via libera
In Svizzera non esiste l'obbligo per i produttori
di informare sui veleni contenuti nei loro articoli

Fabbricanti e commercianti dell'Unione europea devono informare i consumatori sulle sostanze velenose contenute nei loro prodotti. In Svizzera si brancola nel buio.

Molti oggetti di uso quotidiano contengono sostanze nocive, ma la gente non lo sa perché i produttori non lo dichiarano.

La normativa Ue del 2007 sui prodotti chimici avrebbe dovuto cambiare questa situazione, dando ai consumatori europei il diritto di chiedere a produttori e commercianti se un articolo contiene sostanze velenose. In questo caso, la ditta deve riferirlo all'interessato entro 45 giorni, pena una multa.

«Se un consumatore non sa cosa è contenuto in un prodotto, non può nemmeno evitare le sostanze nocive», osserva Jurek Vengels, esperto di prodotti chimici presso l'Associazione tedesca per la tutela dell'ambiente e della natura (Bund).

Media Markt e Rewe hanno già istituito sistemi di informazione in grado di registrare le sostanze velenose e informare i clienti interessati. Vengels spera che le aziende dichiarino volontariamente queste sostanze o che vi rinuncino del tutto.

La legislazione svizzera in materia di prodotti chimici è stata adattata già due volte alla normativa Ue, ma i consumatori elvetici non dispongono ancora di un diritto che permetta loro di scoprire quali sostanze nocive siano contenute nei prodotti che acquistano.

Un collaboratore di alto rango dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) ammette di aver trascurato il diritto d'informazione fino a questo momento.

Stando a Olivier Depallens dell'Ufsp, le modifiche finora attuate avevano come unico scopo quello di evitare possibili ostacoli commerciali per le imprese svizzere.

Un incentivo per i produttori
Martin Forter, esperto basilese di sostanze tossiche, è stupito da questo modo di agire. «È inconcepibile che l'Ufsp non abbia ancora attuato il diritto d'informazione».

Sara Stalder, della Fondazione per la protezione dei consumatori, reclama a gran voce l'entrata in vigore di questo diritto, che rappresenterebbe un incentivo per i produttori a sostituire le sostanze velenose con altre innocue.

Nel 2009, 42 mila lettori della rivista Gesundheitstipp hanno preteso, tramite una petizione, il divieto di aggiungere coloranti nocivi negli alimenti. I grandi distributori hanno agito e ora sostituiscono i coloranti sintetici.


Quasi 3 mila agenti nocivi

Attualmente, in Ue vi sono 38 prodotti chimici sulla lista delle sostanze ritenute "particolarmente preoccupanti" dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche. Questi possono provocare il cancro, danneggiare il patrimonio genetico, nuocere alla fertilità o accumularsi nell'ambiente e nel corpo.

La lista s'allunga e stando agli ambientalisti tedeschi potrebbe arrivare a 3 mila prodotti chimici. L'Ue ha intenzione di proibire queste sostanze.

Eric Breitinger, Saldo
Alessia Baccalà

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