HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 6/2010 novembre

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
6/2010 novembre | pagina 16

Bottiglia d'annata in cartone di vino
Due prodotti in scatola ricevono un buon giudizio in una degustazione

I vini in cartone possono essere buoni quanto quelli in bottiglia. E spesso costano anche meno. Un prodotto di buona qualità è disponibile già a poco più di tre franchi al litro.
(vedi tabella versione cartacea)

I vini in cartone sono travasati in sacchi di plastica sottile provvisti di una spina per mescere e imballati in una scatola di cartone. Molta gente pensa che siano di qualità scadente.

Discount e grossisti vendono in questi imballaggi soprattutto i vini rossi da 3 a 6 franchi al litro, ma anche molto più cari. I principali vantaggi sono la sovente maggiore convenienza rispetto a quelli in bottiglia e, poiché il rubinetto di mescita non lascia penetrare l'aria, la migliore conservabilità dopo l'apertura.

Ma sono in grado di competere anche qualitativamente? La rivista per i consumatori K-Tipp si è chiesta che sapore abbiano questi vini e se ci sia differenza tra due prodotti uguali in bottiglia o in cartone. Un gruppo di esperti (vedi riquadro) ha degustato alla cieca, ossia senza conoscerne il nome, una selezione di dieci vini rossi.

L'offerta dei prodotti in cartone non è ancora molto vasta: i nove vini degustati corrispondono a quasi tutto l'assortimento disponibile in Svizzera.

Raro: un vino, due confezioni
La difficoltà principale per i consumatori è la quasi impossibilità di scovare lo stesso vino nelle due confezioni. K-Tipp ne ha trovato uno da Coop, disponibile nella confezione in cartone come anche in bottiglia. Si tratta del Cabernet Syrah di J.P. Chenet.

Gli esperti ignoravano che durante la degustazione veniva loro proposto lo stesso vino in due imballaggi differenti. Hanno dato giudizi quasi identici al Cabernet Syrah von J.P.
Chenet in bottiglia e in cartone, non riuscendo a distinguere praticamente nessuna differenza di sapore (vedi tabella).

Per i consumatori, tuttavia, la differenza non è da poco: il vino in bottiglia costa circa il triplo di quello nel cartone. Coop motiva il sovrapprezzo con il costo più alto del vetro e gli sconti sulle maggiori quantità di vino nei cartoni. I costi di trasporto per il vino in scatola, inoltre, sarebbero più bassi e la gestione meno onerosa.

Gli esperti hanno degustato ulteriori otto vini in cartone che, con una sola eccezione, erano tutti molto convenienti.

I risultati più importanti: i vini in cartone Fuego Tempranillo La Mancha di Coop (fr. 3.30 al litro) e Tavernello Rosso da tavola di Manor (fr. 3.10 al litro) sono stati poco convincenti, ottenendo voti insufficienti.

Insufficiente il più costoso
A confronto, al vino più costoso non è andata meglio: gli assaggiatori hanno definito «raschiante in gola», «disidratante» e addirittura «imbevibile» il Vin en Boxe de l'an 1 de la Crise (fr. 23.30 al litro).

La spiegazione di Walter Anliker di Naturata è anche un'indicazione al fatto che i vini in cartone reagiscono più sensibilmente alle temperature elevate.

«La confezione degustata era stata immagazzinata male e ha dovuto subire nelle prime settimane di luglio temperature troppo elevate. Si trattava di un vino deteriorato che avremmo sostituito senza esitazione. La nostra clientela non ha mai avuto niente da ridire a riguardo».

Quattro vini hanno ottenuto un giudizio sufficiente: Syrah Vin de Pays d'Oc e Sangiovese Igt di Aldi (entrambi a fr. 2.93 al litro), nonché il Cabernet Sauvignon Cep Or di Manor (fr. 4.83) e Hola Tempranillo di Denner (fr. 3.25).

Perlomeno, due dei nove vini testati confezionati in cartone hanno ottenuto buoni voti: il Cabernet Sauvignon, Vin de Pays d'Oc di Denner (fr. 3.32 al litro) e il Cabernet Syrah di J.P. Chenet di Coop (fr. 17.90). Gli esperti hanno definito questi vini come «semplici», ma anche «ben fatti», «fruttati» e «nel complesso buoni».

Ai vini piace il fresco
La conclusione degli esperti è dunque la seguente: tra i vini in cartone assaggiati ve ne sono senz'altro di ottimi.

Solitamente si tratta però di vini molto semplici, che in casi singoli si rivelano da lievemente a gravemente difettosi. «Non è colpa dell'imballaggio, ma solo del produttore», precisa Barbara Meier-Dittus, caporedattrice della rivista di enologia Vinum.

Consiglio: una confezione aperta di vino in cartone dovrebbe essere conservata al fresco. Anche se dopo l'apertura l'aria non può entrare, il vino imballato in questa maniera reagisce più sensibilmente alle temperature elevate.


Gli esperti

- Barbara Meier-Dittus, sommelière, caporedattrice di Vinum Svizzera.

- Larissa Kuonen, ingegnere diplomata in enologia, vigneto Gregor Kuonen, Caveau de Salquenen, Salgesch (Vallese).

- Andreas Keller, pubblicista enologo e titolare degli uffici per l'informazione sul vino a Zurigo.

- Daniel Pulver, enologo presso l'Istituto svizzero di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil.

- René Zimmermann, oste presso il ristorante Neumarkt di Zurigo.

Darko Cetojevic, K-Tipp
Carmen David

Impressum Design by VirtusWeb