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L'Inchiesta
Edizione: 6/2010 novembre

Nome: L'Inchiesta
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6/2010 novembre | pagina 29

DIRITTI E ROVESCI - Fust e il frigo della discordia
Vincenzo gestisce un ristorante a conduzione familiare e su consiglio del fiduciario costituisce una società a gestione limitata (sagl). In qualità di gerente stipula vari contratti di leasing per i macchinari del ristorante, tra cui uno con la ditta Fust per un congelatore a baule di tipo industriale.
Successivamente Vincenzo vende il ristorante con l'inventario, senza inserire il congelatore Fust.

Per due anni, la ditta Fust continua ad inviargli richiami di pagamento, anche se Vincenzo aveva già dato la disdetta del contratto. Quando l'azienda si presenta a ritirare il congelatore, il nuovo proprietario si rifiuta di consegnarlo rivendicandone la proprietà.

Dato che gli addetti di Fust non presentano un documento che attesti la proprietà dell'oggetto, il frigo resta al ristoratore. Fust pretende però che Vincenzo paghi l'importo scoperto di fr. 3'835.- e gli invia un precetto esecutivo.

A questo punto Vincenzo si rivolge a Codici, che si oppone al precetto. Riceve la citazione alla Pretura di Lugano e all'udienza Codici fa notare che la ditta Fust ha fatto un contratto con la sagl di Vincenzo e non con lui come persona fisica. Vincenzo contesta quindi la legittimazione passiva.

Codici cita l'articolo 8 del codice civile svizzero che impone, a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto, l'obbligo di provare tale circostanza.

La mancanza della prova obbliga il giudice a decidere a sfavore di chi ha asserito l'esistenza del diritto.
In meno di 30 giorni dall'udienza, il pretore emette la sentenza a favore di Vincenzo, accettando tutte le tesi prodotte da Codici e condanna la ditta Fust a pagare le spese e a versare un indennizzo processuale a Vincenzo.

Inoltre, viene intimato all'Ufficio esecuzioni e fallimenti di Lugano di togliere dal registro il precetto esecutivo.

Questo caso ci dà lo spunto per due brevi considerazioni.

Innanzitutto, è consigliabile tenere separate l'attività professionale e quella privata, se esiste una promiscuità tra il capitale della sagl e gli averi personali. Non bisogna mai firmare a nome proprio contratti che riguardano l'attività commerciale.

In secondo luogo, non si può vendere un bene di cui non si è proprietari. Deve quindi essere escluso dall'inventario in modo formale, indicando il numero del contratto di leasing e l'oggetto. Una dimenticanza può sfociare in una procedura penale.

*José Domenech è segretario dell'associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino). E-mail: codici@ticino.com.

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