HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 6/2010 dicembre

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
6/2010 dicembre | pagina 12

Belli sbarbati e senza pensieri
Gli aftershave senza sostanze pericolose esistono. E non costano nemmeno tanto

Per avere una pelle liscia dopo la rasatura, spesso un balsamo dopobarba è la miglior soluzione. La maggior parte di questi prodotti può essere utilizzata senza effetti spiacevoli per la salute. Lo dice un test su 12 aftershave.
(vedi tabella versione cartacea)

Meglio una rasatura a secco o bagnata? Dipende. Nemmeno i medici possono stabilire inequivocabilmente quale sia la più delicata.

«Probabilmente, una rasatura a secco con una testina flessibile irrita meno la pelle rispetto a una rasatura a fondo bagnata. Ci sono comunque grosse differenze da persona a persona», spiega Siegfried Borelli dell’ambulatorio dermatologico zurighese del Triemli Spital.

Ad ogni modo, «una rasatura a fondo esagerata, come spesso è consigliata nelle pubblicità, dovrebbe essere evitata», continua Borelli. Anche la rasatura più delicata, infatti, irrita la pelle facendola diventare ruvida e secca.

In questi casi, un buon balsamo dopobarba può rivelarsi utile. Sempre più uomini preferiscono prodotti tollerati dalla pelle, e i balsami sono particolarmente lenitivi e curativi poiché contengono diverse sostanze che idratano la pelle secca. Inoltre, le conferiscono un profumo più o meno intenso.

Il primo in classifica costa solo tre franchi
La rivista per i consumatori K-Tipp ha inviato in laboratorio 12 balsami dopobarba per verificare se contenessero sostanze nocive (vedi “I criteri del test”). I prodotti analizzati sono in vendita nei supermercati, nelle erboristerie oppure nelle farmacie a un prezzo compreso tra fr. 3.- e fr. 61.-.

Il risultato di questa prova è molto positivo: tre quarti dei balsami hanno ottenuto un giudizio molto buono e nessuno contiene sostanze nocive.

In più, il test dimostra che la buona qualità non è sempre sinonimo di prezzi alti: tra i migliori prodotti si possono infatti trovare sia quelli a buon mercato sia quelli adatti ai borsellini più capienti.

Ad esempio, il balsamo G. Bellini costa fr. 2.99 per 100 millilitri da Lidl, mentre la stessa quantità di Annemarie Börlind costa fr. 54.- presso Coop City. Il più caro (Biotherm, fr. 61.-/100 ml) ottiene invece solo il giudizio “buono”. In quest’ultimo prodotto sono state trovate tracce di composti policiclici di muschio.

Sostanze sospette in due balsami
Per niente raccomandabile è il balsamo Series After di Gillette. Il laboratorio vi ha scovato formaldeide, sostanze profumanti nocive, così come un composto policiclico di muschio.

Anche Denim ha ottenuto un giudizio insufficiente: oltre alla formaldeide, il prodotto contiene ben due composti policiclici di muschio. Né Procter & Gamble Svizzera (Gillette) né Promena (la ditta svizzera che si occupa della vendita di Denim) hanno preso posizione rispetto ai risultati del test.

Gli uomini dalla pelle sensibile dovrebbero evitare i dopobarba contenenti alcol, poiché quest’ultimo secca la pelle e la rende ruvida.

Niente o poco alcol nei balsami
Per chi sta di fronte agli scaffali, l’imbarazzo della scelta di certo non manca: balsami, creme, fluidi, emulsionanti, gel, lozioni e, non da ultimo, il buon vecchio dopobarba. Ma in cosa si differenziano?

La terminologia utilizzata non è definita secondo una normativa. «Non ci sono leggi che descrivano come denominare un prodotto», spiega Sabina Helfer dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

L’aspetto e il grado di fluidità non lasciano percepire la quantità di alcol contenuta in un prodotto. I dopobarba contengono normalmente circa il 60% di alcol. Tra le varie categorie ci sono però grandi differenze.

«Una lozione o un gel possono contenere dal 30 al 70% di alcol. Per contro, una crema, un balsamo o un fluido non contengono alcol o ne contengono molto poco», spiega Prisca Lack dell’Associazione svizzera dei cosmetici e dei detergenti.

Anche la pubblicità ha la facoltà di incentivare la vendita di un prodotto usando parole accattivanti e promettenti. Un buon esempio sono i balsami già molto diffusi sul mercato. La parola stessa, “balsamo”, suggerisce un effetto distensivo e calmante.

L’effetto “tonificante” è solo un’impressione
In linea di massima, sulla pelle rasata può comparire un bruciore che va dal leggero al forte se c’è di mezzo l’alcol.

Ci sono però uomini che gradiscono questo bruciore proprio perché nelle pubblicità viene descritto come “rivitalizzante”, “rinfrescante” e “tonificante”, mentre in realtà altro non è che l’effetto dell’evaporazione fredda dell’alcol.

Ma c’è anche chi vuole fare del bene alla propria pelle e rinuncia all’alcol prestando maggiormente attenzione alle scritte minuscole e non lasciandosi ingannare dal nome dato al prodotto.


I criteri del test

Il laboratorio ha cercato nei 12 balsami dopobarba le seguenti sostanze:

- Formaldeide
Sostanza conservante che può attaccare le vie respiratorie e provocare il cancro. Sebbene sia anche fortemente allergenica, ne è tuttavia permesso l’utilizzo in cosmesi per una concentrazione di 2’000 milligrammi al chilo (mg/kg).

- Sostanze profumanti allergeniche
Dal 2007, i produttori devono dichiarare le sostanze profumanti ad alto potenziale allergenico che superano i 10 mg/kg e che rimangono sulla pelle. Queste sono divise in quattro categorie (dalla A alla D) in base al potenziale allergenico. Solamente un prodotto del test contiene una sostanza appartenente alla categoria B (HMPCC), mentre non sono state scovate sostanze delle categorie C e D.

- Composti policiclici di muschio
Sono sostanze artificiali che si accumulano nel tessuto adiposo e sono difficili da smaltire. Alcuni di questi composti possono influire sull’equilibrio ormonale e mutare lievemente il patrimonio genetico. La legge non ha stabilito nessun limite sulla quantità d’impiego di questi composti.


Consigli

Per evitare i bruciori, niente alcol

- Bruciori
Arrossamenti e irritazioni sulle parti rasate. «Il contenuto alcolico dei dopobarba può causare bruciori alle pelli più sensibili oppure sulle piccole ferite da rasatura», spiega Ralph Trüeb, dermatologo. «I balsami dopobarba contengono poco alcol o non lo contengono del tutto, e questo li rende delicati e idratanti».

- Peli incarnati
Capita spesso ai peli ricci. «Evitare la rasatura a secco, in questi casi sarebbe meglio portare la “barba dei tre giorni”», consiglia Trüeb. Per la rasatura, preferire la macchinetta tagliacapelli.

- Follicolite (infiammazione batterica che colpisce la base del pelo)

Trüeb consiglia di disinfettare il rasoio o di cambiarlo e di utilizzare un dopobarba disinfettante oppure un antibiotico.

Gertrud Rall, K-Tipp
Laura Bernasconi


Impressum Design by VirtusWeb