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Edizione: 2/2019 aprile

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2/2019 aprile | pagina 3

Più pratica, meno rischi
Gli interventi effettuati di routine sono più sicuri e costano meno

Gli ospedali che effettuano pochi interventi complicati espongono i pazienti a inutili rischi e fanno aumentare i costi della sanità. Alcuni cantoni hanno introdotto il numero minimo di casi.

Gli interventi svolti in modo saltuario mettono a rischio i pazienti. Motivo: chi è sottoposto a interventi delicati in ospedali con pochi casi ha un rischio di complicazioni maggiore di chi è operato dove le operazioni sono di routine.

Per evitare errori, dal 2012 il canton Zurigo prescrive agli ospedali un numero minimo di casi. Dal 2018 questo vale anche per i medici che operano sul territorio cantonale.

Tra i cantoni che hanno ripreso il modello zurighese c'è anche il Ticino. «Vi sono gruppi di prestazioni per i quali sono richiesti dei numeri minimi per istituto, ma non sono ancora stati introdotti dei volumi minimi per operatore», dice a Scelgo io Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica del Dipartimento della sanità e della socialità. «Il requisito si applica per l'assegnazione dei mandati di prestazione in ambito stazionario, non per trattamenti ambulatoriali».

Un risparmio potenziale di 210 milioni annui
Le operazioni sporadiche causano costi elevati, perché c'è un maggior rischio che non filino liscio. A dirlo è la cooperativa di acquisti Hsk che si occupa anche di concordare le tariffe con gli ospedali per Helsana, Sanitas e Cpt. Esempio: nel 2017, 13 ospedali regionali hanno impiantato meno di 50 protesi all'anca. Le dieci operazioni effettuate all'Hôpital du Pays-d'Enhaut (Vaud) sono costate fr. 15'236.- l'una. Ognuna delle 920 svolte nelle cliniche Lindenhof di Berna fr. 9'700.-.

Se tutti gli ospedali adottassero il numero minimo di casi di Zurigo, si potrebbero risparmiare 210 milioni annui.

Per l'associazione ospedaliera H+, disposizioni troppo severe potrebbero portare a una concentrazione di determinate cure su pochi ospedali. La sicurezza dei pazienti potrebbe essere migliorata con la formazione continua dei medici.

Eric Breitinger, Saldo
Michela Salvi, Antonella Sicurello, Scelgo io

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