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Edizione: 2/2019 aprile

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2/2019 aprile | pagina 4

Fosfati killer
Gli additivi presenti nel Parmigiano, nella Coca-Cola o negli insaccati aumentano il rischio di infarto cardiaco

I fosfati fanno alzare pericolosamente la pressione. Ma i produttori non hanno l'obbligo di indicarne la quantità presente negli alimenti.

Hot dog, formaggini, succhi di frutta e Coca-Cola: cosa hanno in comune? I fosfati. Oggi assumiamo quasi il doppio di questi additivi rispetto a 20 anni fa. Secondo il Rapporto sull'alimentazione 2017 dell'Ufficio federale della sanità, quasi 1,5 grammi al giorno. La Società svizzera di nutrizione ne consiglia 0,7 grammi.
I fosfati danno un colore rosso agli insaccati, rendono più spalmabili i formaggini o impediscono che il latte in polvere raggrumi.

Una quantità eccessiva di fosfati nel corpo nuocciono alla salute. Uno studio dell'Università di Basilea ha dimostrato per la prima volta che i fosfati fanno alzare la pressione e quindi aumentano il rischio di morte precoce per infarto cardiaco. I ricercatori, guidati dal nefrologo basilese Reto Krapf, hanno somministrato a giovani partecipanti sani da 1,5 a 2 grammi di fosfati artificiali al giorno, mentre un altro gruppo non ne ha assunti affatto. Dopo sei settimane, la pressione sistolica e diastolica del primo gruppo si erano nettamente alzate: la massima di 4 unità, la minima di 3.

Una minaccia per cuore e cervello
«Un aumento della pressione massima di 20 o della minima di 10 raddoppia il rischio di morire di una malattia cardiocircolatoria, di ictus o di infarto cardiaco», dice Reto Krapf. I fosfati sarebbero un fattore di rischio per l'arteriosclerosi, come i grassi, il colesterolo o la sedentarietà. I fosfati agiscono come un ormone.
Lo studio di Krapf è limitato, ma ricerche precedenti andavano nella stessa direzione. Cinque anni fa alcuni esperti spagnoli hanno osservato lo stesso effetto sui ratti. Altri studi svolti con persone affette da malattie renali hanno dimostrato che negli anni i fosfati si depositano nelle arterie e possono accelerare il processo d'invecchiamento.

Per il cardiologo Thomas Lüscher dell'Università di Zurigo, non ci sono dubbi sul fatto che la quantità di fosfati presente nel sangue «sia collegabile all'incidenza di arteriosclerosi, infarto e decesso». Mancano però studi più ampi che confermino questo nesso. Ciò nonostante, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sta rivalutando i rischi dei fosfati. La Svizzera aspetta.

Gli additivi si nascondono dietro la lettera E
I fosfati devono essere dichiarati sulle confezioni dei prodotti pronti, però spesso sono nascosti dietro i numeri E (vedi tabella). E la quantità rimane un mistero.
L'Ufficio federale per la sicurezza alimentare fa sapere che non ci sono valori limite per il consumo di fosfati né viene data alcuna raccomandazione «inerente l'assunzione massima giornaliera». Inoltre, non sarebbe prevista la dichiarazione della quantità di fosfati contenuti nei prodotti alimentari.

Andreas Grote, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io



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