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Edizione: 2/2019 aprile

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2/2019 aprile | pagina 20

E l'olio fa allergia
Bocciati 8 prodotti su 12. Solo 2 sono privi di sostanze nocive

Molti prodotti contengono profumi allergenici e sostanze potenzialmente cancerogene. Solo in quelli di Migros non ci sono sostanze pericolose.

Il freddo e l'aria secca rendono la pelle ruvida, arrossata e screpolata. Gli oli per il corpo possono essere d'aiuto per mantenerla morbida e idratata. Ma non devono contenere sostanze nocive, perché la pelle secca e danneggiata le assorbe più rapidamente.

Un test di Gesundheitstipp su 12 prodotti dimostra però che solo due sono privi di sostanze problematiche o residui tossici (vedi "I criteri del test").

I due migliori oli del test sono di Migros (vedi tabella): non contengono alcuna sostanza sospetta. Sono privi di profumi allergenici anche gli oli di Farfalla e di Avène. Hanno però subito una detrazione di un punto perché presentano tracce di idrocarburi policiclici aromatici, che possono irritare la pelle o danneggiare i geni.

Tutti gli altri prodotti sono insufficienti o addirittura pessimi. In alcuni oli, il laboratorio ha trovato sostanze potenzialmente allergeniche e particolarmente critiche come l'idrossi-isoesil-3-ciclo-esene carbossialdeide (Hicc). Secondo il Comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori, ha un elevato potenziale allergenico. Hicc riduce gli odori sgradevoli di un prodotto. Le autorità europee lo vogliono proibire, perché ha provocato così tante allergie da contatto come nessun altro profumo. La sua presenza negli oli per il corpo ha portato alla detrazione di tre punti.

Nei prodotti di Caudalie e Nuxe sono stati trovati anche residui di benzopireni. Appartengono alla classe degli idrocarburi policiclici aromatici, potenzialmente cancerogeni. Se entrano in contatto con l'acqua, possono anche danneggiare gli organismi acquatici. Ai due oli sono state quindi applicate importanti detrazioni.

Per i produttori la legge è rispettata
Nota positiva: nessun prodotto conteneva i tossici bifenili policlorurati (Pcb), che si trovano soprattutto nella plastica.

Secondo i produttori, gli oli sarebbero conformi alle leggi vigenti. Doetsch Grether (Bi-Oil) fa sapere che l'obbligo concerne solo la dichiarazione dei profumi allergenici, che non sempre si potrebbero sostituire con alternative non problematiche. Promette però di modificare la ricetta e di rinunciare all'Hicc.

Stando a Body-Shop, società affiliata di Coop, il suo olio si può usare senza problemi. Le probabilità che le sostanze possano agire sul corpo sarebbero esigue.

Weleda sostiene che non sarebbe possibile evitare le contaminazioni dall'ambiente e che negli ultimi 20 anni sarebbero state segnalate poche intolleranze al prodotto.

Farfalla fa autocritica: le piccole quantità di Ipa rilevate sarebbero difficilmente accettabili. Si pensa di inserire nella produzione un ulteriore procedimento di raffinazione.


I criteri del test

I 12 oli per il corpo sono stati analizzati da un laboratorio tedesco specializzato in prodotti cosmetici. Gli esperti hanno cercato profumi che possono causare il cancro o reazioni allergiche come arrossamenti, prurito ed eczemi, nonché i velenosi bifenili policlorurati (Pcb).

- Profumi allergenici
Dal 2003 i produttori dell'Unione europea devono dichiarare 26 profumi, se la concentrazione è superiore a 10 milligrammi al chilo di prodotto. Quantità inferiori sono considerate sicure anche per le persone sensibili.

Dal momento che i profumi non hanno proprietà curative, per quelli allergenici sono state applicate alcune detrazioni. La valutazione si basa sulle raccomandazioni del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (Cssc), che vorrebbe vietare tre profumi allergenici particolarmente potenti. Altri 20 profumi sono ritenuti molto problematici.

- Ipa
Gli idrocarburi policiclici aromatici sono generati dalla combustione incompleta di carbone, olio da riscaldamento, carburanti, legno o tabacco. Per stabilire il contenuto di Ipa, i chimici misurano sedici sostanze. Alcune di queste, come il benzopirene, possono favorire l'insorgenza di tumori. Secondo gli esperti, nei cosmetici è possibile evitare livelli superiori a un microgrammo al chilo. Da una concentrazione di 5 microgrammi sono state applicate detrazioni, anche se i valori non superano i limiti di legge.

Andreas Schildknecht, Gesundheitstipp
Gianna Bontagnoli, Scelgo io

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