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Spendere Meglio
Edizione: 2/2019 aprile

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2/2019 aprile | pagina 27

Shopping al volo
Il cellulare diventa carta di credito: con Apple e Samsung Pay si paga senza contatto

Con la carta di credito Cashback si possono effettuare pagamenti in mobilità con lo smartphone. E senza intoppi, come dimostra un test.

Cashback è la nuova carta di credito gratuita di Swisscard (gruppo Credit Suisse) che può essere usata anche con lo smartphone. È la prima volta che una grande banca svizzera offre ai propri clienti Apple Pay (per iPhone dalla versione 6) e Samsung Pay. Si può pagare in mobilità ovunque sia presente il logo Nfc (pagamento senza contatto).

Ma come funziona? Innanzitutto va aggiunta la carta nell’applicazione di Samsung Pay o, se si ha un iPhone, nell’app wallet: si immette quindi numero, scadenza, codice di sicurezza e nome del titolare. Swisscard autorizza direttamente gli iPhone via internet e sms. A questo punto, il telefonino è già una carta di credito.
Con queste applicazioni è possibile aggiungere la carta su più telefonini e di conseguenza altre persone possono accedere al conto. E questo è un punto a favore, considerato che spesso la carta di credito aggiuntiva è a pagamento.

Svantaggio: la scelta di carte per Apple Pay e Samsung Pay è ancora limitata.

Secondo il leader di mercato Worldline, in Svizzera sono dotate di sistema Nfc il 95% delle sue casse, e circa due terzi di tutti i terminali sarebbe sotto la sua gestione. Il concorrente Concardis ha dotato di Nfc il 99% dei suoi terminali svizzeri.

Visa e Mastercard fanno sapere che al più tardi entro il 2020 tutti i terminali d’Europa dovranno accettare il pagamento contactless con il telefonino.

Pagamenti veloci e senza problemi
La rivista K-Geld ha voluto verificare la funzionalità della carta di credito, sottoponendola a un test pratico di quattro settimane nell’area metropolitana di Zurigo. Laddove era possibile, sono stati effettuati pagamenti con l’iPhone, quindi con Apple pay.

Per pagare basta avvicinare il telefonino al terminale della cassa, autorizzare l’operazione con impronta digitale, riconoscimento facciale o codice numerico.

Alle casse self-scanning di Migros o Coop, va scelta l’opzione di pagamento carta di credito e poi si avvicina il telefonino. Per acquisti superiori a fr. 40.- è richiesto per sicurezza il pin personale.È possibile pagare anche con l’Apple Watch: basta avvicinare al terminale l’orologio, cliccando due volte sul suo tasto laterale.

Risultato del test: la configurazione dell’app e l’uso sono semplici. I pagamenti si sono svolti velocemente e senza intoppi.

Il sistema di pagamento senza contanti Twint non può competere con Apple Pay: la procedura è molto più lenta e a tratti vi sono errori.

Apple Pay: «Ai negozi non resta alcun dato»
Per quanto concerne la sicurezza, Apple e Samsung hanno accesso ai dati delle carte di credito? Apple Pay scrive di non salvare alcun dato, ma è impossibile verificarlo. A protezione dei dati di pagamento, Apple Pay salva, per ogni carta, un codice individuale su un chip, che viene trasmesso al terminale Nfc del commerciante. Il numero originale sarà decriptato solo a quel punto e trasmesso alla banca per la verifica del conto. I dati della carta non sono salvati sul telefonino.

Sempre secondo Apple Pay, anche il negozio non ottiene né il numero della carta di credito né il nome o altri dati personali del cliente.

E se si perde il cellulare? Con l’iPhone si è più sicuri, visto che lo si può sbloccare solo con l’impronta digitale, il riconoscimento facciale o il codice numerico. Inoltre, la carta di credito virtuale può essere cancellata via internet.

La sicurezza degli smartphone Android è invece più bassa: la rivista olandese Consumentengids è riuscita a sbloccarne diversi con una semplice foto del proprietario. È però possibile impedire l’accesso a Samsung Pay con il servizio “Trova dispositivo personale”.

Christian Bütikofer, K-Geld
Michela Salvi, Spendere Meglio

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