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L'Inchiesta
Edizione: 6/2004 novembre

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6/2004 novembre | pagina 18

Il sospetto passa da Lugano
Da un palazzo in via Maggio un canale da cui potrebbero essere transitati i soldi di Saddam per Al Qaida

Saddam Hussein ha finanziato Al Qaida con soldi sottratti al programma Oil-for-food dell'Onu? La risposta la si potrebbe trovare a Lugano, ma l'Onu nega l'accesso a documenti chiave.

di Claudia Rosett e George Russell


Per i sette anni che hanno preceduto la caduta del regime iracheno, il programma "Oil-for-Food" dell'Onu intendeva portare un aiuto umanitario alla popolazione dell'Iraq. Ma Saddam Hussein è riuscito a sottrarre a questo programma 10 miliardi di dollari.

Questi soldi sono serviti per finanziare Al Qaida, la rete terroristica di Osama Bin Laden? Una prova pubblica finora non è stata trovata. Ma alcuni indizi nascosti tra i documenti dell'Onu mostrano che tra Saddam e Al Qaida esistono dei collegamenti.

Gli indizi portano a una porta chiusa in Svizzera, sulle rive del Lago di Lugano. Una targa in caratteri d'oro con una bandiera verde indica che questo è l'ufficio della Miga, la Malaysian Swiss Gulf and African Chamber.

Registrata qui 20 anni fa, la società serve a promuovere il commercio tra gli stati del Golfo, l'Asia, l'Europa e l'Africa. Secondo l'Onu e il governo Usa, la Miga è servita come piattaforma per finanziare Al Qaida: insomma una camera di commercio dei terroristi.

Una parte del problema per trovare la verità e che le transazioni internazionali che partono da piazze finanziarie come la Svizzera, sono rese poco trasparenti dal segreto bancario.

Nonostante questo segreto, e poco dopo gli attentanti dell'11 settembre, sia la Miga che il suo capo fondatore e presidente per lungo tempo Ahmed Idris Nasreddin, sono finiti sulla lista dell'Onu degli enti e delle persone legate ad Al Qaida. Nasreddin è membro della Fratellanza islamica, anch'essa legata al terrorismo.

Su questa stessa lista figura un partner d'affari di lunga data di Nasreddin, l'egiziano Youssef Nada, anch'esso membro della Fratellanza islamica, come pure numerose aziende sia di Nasreddin che di Nada.

L'ex segretario del tesoro americano Paul O'Neill nell'agosto 2002 ha descritto Nada e Nasreddin come «sostenitori del terrorismo» coinvolti in una «estesa rete finanziaria che sostiene Al Qaida e altre organizzazioni legate al terrorismo».

Molta meno attenzione è stata prestata ad altri membri fondatori della Miga. Ma uno di loro, l'iracheno Ahmed Totonji, è sospettato di aver contribuito a finanziarie dei gruppi terroristici. La società di Lugano ha altri fondatori. Uno di loro, che non figura sulla lista dell'Onu, è l'uomo d'affari arabo Abdul Rahman Hayel Saeed, dirigente del gruppo HSA.

Tra il 1996 e il 2003 la HSA ha venduto merce a Saddam Hussein per almeno 400 Milioni di dollari nell'ambito del programma Oil-for-Food. L'Onu voleva permettere a Saddam di vendere il petrolio unicamente per acquistare beni umanitari come il cibo e medicinali.

L'Onu ha però permesso a Saddam di scegliere i suoi partner d'affari, di tenerne segreto il nominativo e di sottrarre almeno 4.4 miliardi di dollari al programma manipolando i prezzi.

Saddam vendeva il petrolio sotto costo e pagava troppo per la merce acquistata permettendo guadagni importanti ai suoi partner commerciali. Molti di loro hanno riversato una parte del loro margine al regime iracheno o direttamente a Saddam Hussein.

Alcuni indizi fanno pensare che una parte di questo denaro sia finito nella Miga, anche se l'Onu tiene ancora sotto chiave i documenti che potrebbero servire a verificarlo.

Nel caso di Hayel Saeed, Miga e del gruppo HSA non esiste alcuna informazione pubblica disponibile sul flusso dei soldi e nessuna prova che i soldi di Saddam possano aver preso la strada della Miga.

Ma alcuni indizi meritano ulteriori indagini. Saddam di regola non sceglieva i suoi partner per caso o perché erano i più convenienti. Una parte dei contratti possono essere stati completamente leciti, ma altri riunivano pagamenti per beni umanitari con della corruzione.

Oltre la metà delle vendite del gruppo HSA a Saddam sono passate dalla ditta Pacific Interlink (di Kuala Lumpur in Malaysia), nel cui consiglio d'amministrazione siede Abdul Rahman Hayel Saeed, ovvero uno dei fondatori della Miga di Lugano.

Poco dopo la caduta del regime iracheno, la Defense contract management agency degli Usa ha scoperto che Saddam ha pagato alla Pacific Interlink circa il 15% di troppo per un contratto di olio di palma da 20 milioni di dollari. Circa 3 milioni sono stati così sottratti. Anche considerando che Saddam di solito pagava solo il 10% in più, ci si può immaginare le cifra in gioco se con altri contratti della Pacific Interlink è accaduta la stessa cosa.

Dove sono finiti questi soldi? A Lugano la porta della Miga rimane chiusa. Un investigatore italiano ritiene che due anni fa Nasreddin si è trasferito in Marocco. Un suo partner, Youssef Nada (secondo l'Onu legato ad Al Qaida) vive tutt'ora a Campione d'Italia sul Lago di Lugano.

Accanto alla Miga, c'è il centro islamico del Canton Ticino fondato da Nasreddin nel 1992. Nel 2003 Nasreddin si è dimesso dalla presidenza del centro islamico luganese. È stato sostituito quest'anno da Ali Ghaleb Himmat che ha partecipato a una delle riunioni fondatrici della Miga 20 anni fa, e dal 2002 è stato designato dalle Nazioni Unite come legato ad Al Qaida.

Al centro islamico del Canton Ticino che serve pure da moschea, un portavoce nega che il centro abbia legami con Al Qaida.

Mentre Fulvio Passardi, ex segretario della Miga, dice che non ne sapeva niente e che la società era una scatola vuota.

Secondo gli Usa e l'Onu, la Miga non è affatto una scatola vuota, ma piuttosto un contenitore di misteri collegati ad Al Qaida. Uno di questi misteri è il cofondatore della Miga Abdul Rahman Hayel Saeed che ha fatto affari per milioni di dollari con Saddam Hussein.

Per svelare il mistero si dovrebbe avere un accesso molto più ampio ai documenti del programma Oil-for-Food. Accesso che attualmente l'Onu nega.



Quella procura per Nasreddin

Abdul Rahman Hayel Saeed (vedi articolo principale) viene da una ricca famiglia dello Yemen che possiede la HSA un conglomerato che prende il nome dal suo fondatore: Hayel Saeed Anam Group of Companies. Dallo Yemen il gruppo HSA controlla un impero che include una banca islamica e filiali in paesi come Gran Bretagna, Egitto, Marocco, Nigeria, Etiopia, Malaysia, Indonesia, Russia e Cina.

Abdul Rahman Hayel Saeed occupa una funzione importante nell'HSA: è responsabile dell'ufficio regionale di Jeddah nell'Arabia Saudita. Anche all'interno della Miga, Hayel Saeed ha una posizione importante: è uno degli co-fondatori che nel 1984 ha dato la procura per gestire la ditta a Ahmed Idris Nasreddin, secondo l'Onu legato al terrorismo. Documenti conservati nel registro svizzero di commercio mostrano che Hayeel Saeed non si è mai dimesso dalla Miga e non ha mai revocato questa procura. Interpellato a proposito del suo legame con la Miga, né Hayeel Saeed né il presidente del consiglio d'amministrazione dell'HSA Ali Mohamed Saeed hanno voluto prendere posizione.



La telefonata deviata

Claudia Rosett, la giornalista americana coautrice dell'articolo, è stata in Ticino a fine agosto e ha contattato la redazione dell'Inchiesta chiedendo aiuto per le sue indagini. Cercava informazioni sulla Svizzera, come pure un aiuto pratico per effettuare ricerche nel registro di commercio e sui siti internet locali.

Sull'elenco telefonico ticinese figura il numero della Miga, lo 091 972 40 51. Con l'aiuto dell'Inchiesta, Rosett ha scoperto che chiamando questo collegamento la telefonata viene deviata su un numero interno dell'Hotel Nasco di Milano. L'albergo fa parte dell'impero di Nasreddin ed è stato aperto nel settembre 2001. L'indirizzo dell'hotel è stato per anni il domicilio di Nasreddin come pure il recapito di un precursore della Miga, la Arab Gulf Chamber.

L'articolo in inglese è apparso il 20 settembre. Tre settimane dopo L'Inchiesta ha chiamato nuovamente la Miga. Risposta: «questo collegamento non è più in servizio».

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