HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 6/2011 dicembre

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
6/2011 dicembre | pagina 15

Per gambe in forma smagliante
9 collant su 12 risultano sufficienti in un test. Più costano, meno si rovinano

Sufficiente la qualità dei collant. Quasi tutti tendono a smagliarsi e formare fili tirati. Le differenze di prezzo sono enormi. Lo rivela un test su 12 modelli.

Un’unghia un po’ spezzata, un filo che s’impiglia in una scarpa e il disastro è fatto: gli eleganti collant sono smagliati.

Alcuni produttori pubblicizzano i loro modelli con rinforzi su cavallo e piedi, in particolare con uno “stop maglia” che dovrebbe impedire ai buchi di trasformarsi in una lunga smagliatura. Ma funziona? E i modelli più cari sono davvero migliori di quelli economici?

La rivista per i consumatori Saldo ha testato 12 collant tra i più venduti, valutandone resistenza, forma, risultato dopo il lavaggio e tenuta del colore (vedi “I criteri del test”). I prezzi vanno da 63 centesimi a 28 franchi al pezzo.

Nessuno dei collant ha perso colore e il laboratorio non ha trovato azocoloranti cancerogeni vietati. Invece, i risultati riguardanti qualità del materiale e tendenza a formare smagliature sono stati molto diversi per i vari modelli.

Resistenza a caro prezzo
Chiare vincitrici del test in questo criterio sono state le ghette Chinchillan di Kunert. Il loro stop maglia è in effetti riuscito ad impedire che il buco degenerasse in una smagliatura. Al costo di 20 franchi, questo modello è uno dei più cari del test, ma è anche resistente.

I collant più cari, Satin Touch di Wolford, costano 28 franchi e resistono bene anch’essi alle smagliature.

I Pure Matt di Falke, che costano 18 franchi, hanno deluso gli esperti: sulla confezione c’è scritto che sono provvisti del punto stop maglia, ma solo sulla punta dei piedi. Nel criterio delle smagliature, hanno ottenuto una nota insufficiente.

Sulla punta dei piedi, gli esaminatori hanno sì rilevato una resistenza leggermente maggiore, ciò nonostante non si è evitata la smagliatura sul resto della calza. E sulle altre parti del collant, le smagliature correvano su e giù già al minimo movimento.

A cosa serve uno stop maglia sulla punta del piede, se un buco sul tallone o sulla gamba distrugge i collant in un batter d’occhio? «Sulla base di test fisici interni sappiamo che i Falke Pure Matt dimostrano una certa suscettibilità alla formazione di smagliature e fili tirati», dice Stefanie Bohle, portavoce di Falke. Ciò sarebbe riconducibile soprattutto alla «morbidezza e all’apprettatura del materiale».

I Falke Pure Matt hanno ottenuto ottimi risultati nelle prove di lavaggio e forma. Sono stati gli unici collant che le esaminatrici hanno trovato molto gradevoli da infilare e sfilare. Per portare allo stesso livello anche la resistenza, secondo Bohle, Falke sta elaborando una nuova procedura di produzione.

Lavaggi fatali per cinque modelli
La maggior parte dei collant non ha superato un giudizio globale sufficiente. In genere, si sono dimostrati poco resistenti a smagliature, fili tirati e sfregamenti. Anche i Maddison Brillant di Manor hanno avuto difficoltà, e non solo a causa di una grande sensibilità alle smagliature; sono risultati insufficienti anche nel criterio del lavaggio.

Anche altri quattro prodotti hanno mostrato carenze nella resistenza al lavaggio, presentando nette deformazioni e fili tirati o buchi. In particolare gli ultimi in classifica, Nur die.

Le differenze di prezzo dei modelli sufficienti vanno da 63 centesimi a 18 franchi. Al costo di un paio di collant Falke si possano quindi indossare per una settimana, più o meno ogni giorno, nuovi collant delle marche interne di Migros, Coop o Aldi. Si risparmia all’acquisto e sui lavaggi. Così si riduce anche nettamente il rischio di smagliature o deformazioni.


I criteri del test
L’istituto tedesco d’esame Hohenstein Laboratories ha esaminato 12 collant (20 den).

- Smagliature
Gli esaminatori hanno praticato un buco nei collant e hanno valutato la formazione di smagliature a sollecitazione lieve e forte del punto rovinato.

- Fili tirati
I collant sono stati sfregati con il lato ruvido di una spugnetta per lavare i piatti. Gli esperti hanno quindi valutato la formazione di fili tirati e spostamenti del tessuto.

- Resistenza allo sfregamento
Le ghette sono state strofinate contro un tessuto standard. Maggiore era il tempo di resistenza del materiale, migliore ne risultava la valutazione.

- Lavaggio
Qual è lo stato dei collant dopo cinque lavaggi a 30 gradi?

- Forma
Diverse partecipanti al test hanno indossato collant di taglie variabili tra la 36 e la 42 in base alle misure riportate sulla confezione e ne hanno valutato la precisione d’indossamento. Se la misura indicata era da una a due taglie, è stata provata quella più grande. Quando l’indicazione della misura era di più di due taglie, sono state provate sia la più piccola sia quella più grande.

- Resistenza del colore al sudore
I collant lasciano colore sui tessuti bianchi?

- Azocoloranti
I campioni di collant contengono residui di azocoloranti cancerogeni?

Gertrud Rall, Saldo
Michela Salvi

Impressum Design by VirtusWeb